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Franklin Templeton: ecco l’ETF ESG e cattolico, cosa c’è nel portafoglio

Nell'immagine il momento in cui viene suonata la campana per l'inizio della quotazione su Borsa Italiana del nuovo ETF di Franklin Templeton

La rigidità è spesso considerata un disvalore nel mondo della finanza, contrapposta alla flessibilità necessaria a navigare su mercati con un grado di complessità aumentato. Tuttavia, in alcuni casi, la rigidità è un valore. Lo è nel caso del nuovo ETF ESG di Franklin Templeton che ha suonato oggi la campanella della quotazione in Borsa Italiana. In precedenza il fondo è stato quotato a Londra e Francoforte.

La rigidità di cui si parla è quella legata all’applicazione dei criteri ESG e dei principi cattolici, a cui si richiama già dal nome il nuovo Franklin MSCI World Catholic Principles UCITS ETF, identificato prosaicamente con il ticker FAITH (fede in italiano). “L’ETF applica dei filtri in maniera rigida e rigorosa – ha spiegato Silvia Anselmi, CFA, ETF Distribution, Italy di Franklin Templeton -. Prova ne sia che solo due delle prime dieci società dell’MSCI World sono state in grado di rispettarli”.

Si tratta di Nvidia e Broadcom, mentre sono rimaste esclusi nomi del calibro di Microsoft, Apple, Amazon, Meta Platform, Alphabet. In altre parole buona parte del gotha attuale dei titoli azionari mondiali. “Microsoft è stata esclusa nel corso dell’ultima revisione dell’indice MSCI World Select Catholic Principles ESG Universal and Low Carbon Index NR – ha proseguito Anselmi -. In precedenza aveva un peso dell’11% ma ha registrato alcune controversie con i regolatori e con i dipendenti sui temi dei diritti umani e delle minoranze etiche in Cina, nonché alcuni problemi nella custodia dei dati”.

Ci vuole coraggio per escludere cinque tra le società più innovative al mondo, straripanti di liquidità e utili. Ma in questo modo il portafoglio dell’ETF quotato da Franklin Templeton riesce a differenziarsi da tanti fondi che oggi, complice la capitalizzazione elevata raggiunta dalle Magnifiche 7 (Microsoft, Apple, Amazon, Meta Platform, Alphabet, Nvidia e Tesla) presentano tutti uno sbilanciamento su queste azioni.

Peraltro Claudio Kofler, amministratore delegato di Nummus.info, il consulente etico della Conferenza episcopale italiana (CEI), ha evidenziato che “negli ultimi otto anni l’indice ha registrato performance inferiori al parent index (l’MSCI World ndr) solo nel 2022. L’indice esiste da tanti anni – ha proseguito – e ha evitato alcuni incidenti che si sono verificati in società che ne erano escluse”.

 

Uno sguardo al portafoglio “cattolico” dell’ETF

La costruzione dell’indice MSCI World Select Catholic Principles ESG Universal and Low Carbon Index NR è fatta in 3 step:

 

  1. A partire dall’universo azionario costituito dall’indice MSCI World (1465 azioni), vengono applicati dei filtri di esclusione basati su valori morali. Società che operano in settori commerciali come gioco d’azzardo, tabacco, armi da fuoco, carbone termico, per esempio, non vengono prese in considerazione. Inoltre sono bocciate anche le società che operano nell’ambito della ricerca con cellule staminali o dei metodi contraccettivi e procedure di aborto;
  2. Il secondo filtro serve a eliminare le aziende con i livelli più elevati di emissioni di carbonio e di riserve di combustibili fossili;
  3. Infine le società vengono valutate in base al rating ESG di MSCI che deve essere almeno pari a BB, nonché al punteggio ESG Controversies, sempre di MSCI.

 

Si ottiene così un indice da 762 azioni (al 29 marzo 2024), definito in dollari, che viene replicato fisicamente dall’ETF di Franklin Templeton. All’interno di questo portafoglio, alla stessa data, erano presenti nelle prime dieci posizioni:

 

  1. Nvidia con un peso del 5,91%;
  2. Mastercard a 2,29%;
  3. ASML Holding al 2,21%;
  4. Home Depot al 2,17%;
  5. Broadcom al 2,09%;
  6. AMD all’1,66%;
  7. LVMH all’1’41%;
  8. Adobe all’1,30%;
  9. Visa all’1,26%;
  10. Intel all’1,06%.

 

Nel complesso l’indice ha una discreta diversificazione. Il 28% delle azioni incluse appartengono al settore informatico, il 25% a quello finanziario, il 12% sono industriali. Più sbilanciata l’allocazione geografica che vede gli USA attestarsi al 64% e tutte le altre aree al di sotto del 10%.

 

Cresce la gamma di ETF articolo 8 di Franklin Templeton

Già due anni fa Franklin Templeton aveva lanciato un ETF basato sui principi cattolici definiti in collaborazione con Nummus.info. In quel caso la strategia era indirizzata su obbligazioni sovrane dei Paesi emergenti. Come allora, anche il nuovo ETF è definito in dollari USA, pertanto l’investitore europeo dovrà prestare attenzione alla varabile rappresentata dal cambio EUR/USD.

Nel complesso salgono a 12 i prodotti dell’asset manager che rientrano nell’articolo 8 della normativa Sfdr. “Con questo nuovo prodotto abbiamo voluto offrire agli investitori una strategia azionaria globale focalizzata sull’ESG all’interno di una struttura ETF che incorpora valori cattolici specifici, ma che fornisce anche una soluzione equity core conforme all’articolo 8” ha dichiarato Caroline Baron, responsabile ETF Distribution EMEA di Franklin Templeton.

“Coerenti con il nostro intento di fornire soluzioni uniche e personalizzate ai nostri clienti, riteniamo che questa tipologia di investimento sia un’ulteriore risposta alle esigenze della clientela istituzionale che è sempre più spesso in cerca di investimenti ESG e che si dimostrino utili per la comunità” ha aggiunto Antonio Gatta, institutional sales director di FT.

L’ETF, identificato dal codice ISIN IE000AZOUN82 è stato lanciato lo scorso 24 aprile, ha una frequenza di ribilanciamento del portafoglio trimestrale ed è ad accumulazione dei profitti. Il suo costo (TER) è di 27 punti base all’anno.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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