Giambalvo (Geneve Invest): reddito fisso corporate, rendimenti elevati e tassi in discesa

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

A due mesi dalla fine dell’anno i mercati finanziari mostrano una salute ottima, nonostante il 2025 sia stato tutt’altro che tranquillo. Guerre, tensioni geopolitiche ma soprattutto commerciali. Nel complesso, si può ben dire che Donald Trump sia stato il vero protagonista, nel bene e nel male, con le sue minacce e i suoi dazi. Dopo Trump, il commercio globale non è più quello di prima. “Trump ce ne ha fatte passare delle belle” ammette subito Cristian Giambalvo, responsabile dell’Italian branch di Geneve Invest, in questa intervista con Borsa&Finanza. “Da quando è alla guida degli Stati Uniti abbiamo avuto mercati estremamente volatili – prosegue – ma oggi gli investitori sono più consapevoli del personaggio”. 

 

Dott. Giambalvo, al di là del protagonismo del presidente Usa, cosa sostiene i mercati finanziari?

Cristian Giambalvo, responsabile della sede italiana di Geneve Invest
Cristian Giambalvo, Geneve Invest

“Al di là di Donald Trump, ciò che traina i mercati, soprattutto sul fronte Usa, è la rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Il mercato azionario americano, che rappresenta per il 70% e oltre il mercato azionario globale, è trainato dalle aziende Big tech, che stanno facendo massicci investimenti nell’intelligenza artificiale e continuano a ottenere risultati economici estremamente interessanti”.

 

C’è chi teme che si siano spinte troppo in là e ricorda la bolla delle dot-com…

“È vero, abbiamo assistito a dinamiche simili in passato, nei primi anni 2000. Tuttavia allora la crescita stellare delle quotazioni non era sostenuta dai fondamentali, a differenza di quanto accade oggi”. 

 

 Basterà a sostenere le Borse anche nel 2026?

“È probabile che l’IA continui a sostenere le Borse anche nel 2026, sebbene in modo più selettivo. Detto questo, una fase di correzione non è da escludere, ma i fondamentali e le prospettive di medio-lungo termine, delle Big tech in particolare, restano positivi e questo rappresenta un elemento di forza per l’intero mercato azionario.”. 

 

Quindi ci sarà una correzione. Prima della fine dell’anno?

“Difficile dirlo con precisione. Il mercato a volte ha bisogno di un pretesto qualsiasi per vendere. Noi ci aspettiamo un salutare pull back. Nel complesso vediamo uno scenario comunque positivo. Teniamo anche presente che nel 2026 ci saranno le elezioni di mid-term negli Stati Uniti e Donald Trump vorrà presentarsi con tutte le carte in ordine”. 

 

Invece in Europa?

“In Europa i mercati azionari dovrebbero continuare a crescere in uno scenario più stabile rispetto agli Stati Uniti. L’inflazione rimane sotto controllo e le politiche fiscali sono favorevoli alle aziende europee. Inoltre i tassi di interesse sono già stati tagliati diverse volte e la Bce rimane flessibile e pronta a tagliare ancora se necessario”. 

 

Se volessimo individuare dei rischi, quali potrebbero essere?

“Il rischio principale è il ritorno dell’inflazione a livelli elevati. In particolare per noi che siamo specialisti in obbligazioni l’impatto potrebbe essere forte. Le Banche centrali potrebbero essere costrette a invertire la rotta e aumentare i tassi d’interesse”. 

 

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, in cui Geneve Invest è specializzata, non pensa che il vero rischio sia il debito elevato a livello globale?

“È vero che a livello globale i livelli di indebitamento sono elevati, in particolare per quanto riguarda il debito sovrano. Tuttavia, nel nostro caso, l’esposizione a questo rischio è estremamente limitata, poiché investiamo quasi esclusivamente nel debito societario.Questa filosofia di investimento ci consente di valutare nel dettaglio la solidità patrimoniale e i fondamentali delle singole imprese, selezionando emittenti con bilanci robusti e capacità di generare flussi di cassa stabili anche in contesti complessi. Una valutazione simile non potrebbe essere fatta sui Titoli di Stato, dove mancano proprio quei dati aziendali che ci consentono di capire la reale forza e resilienza di un emittente. Ciò detto, è importante ricordare che con un’adeguata diversificazione e un portafoglio globale, la volatilità può essere ulteriormente ridotta. Oggi, in realtà, il momento è favorevole per il mercato obbligazionario. In un contesto di tassi calanti si possono trovare sul mercato emissioni con rendimenti intorno al 6-7% di società estremamente solide e conosciute. Per esempio, recentemente abbiamo negoziato un’obbligazione Alphabet con un rendimento a scadenza del 6%. Ciò significa avere in portafoglio un titolo con un potenziale di apprezzamento interessante”.

 

Alla luce di quanto ci siamo detti e degli scenari previsti e non previsibili, un portafoglio equilibrato, cosa dovrebbe contenere?

“Potrebbe essere composto da un bilanciamento di obbligazioni e azioni. Personalmente, avendo un profilo di rischio conservativo, spingerei un po’ di più sulla componente obbligazionaria, con un 60% di obbligazioni e un 40% di azioni”.

 

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari