Gilt, la crisi Labour entra nei portafogli e la sterlina va sotto pressione

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La débâcle del Partito Laburista alle elezioni locali del 7 maggio ha trasformato una crisi politica interna in un problema concreto per i mercati finanziari. Con la posizione di Keir Starmer (nella foto) sempre più esposta e le voci su possibili successori già ampiamente circolanti, gli investitori hanno avviato una rivalutazione del rischio politico britannico che si riflette trasversalmente sulle principali classi di attivo. Lo fanno in un momento in cui l’economia del Regno Unito porta già il segno di una stagione difficile, con i redditi reali compressi dalla fiammata energetica e un ciclo di tassi che diverse proiezioni non danno ancora per concluso. In questo contesto, i Gilt tornano a essere al centro dell’attenzione con rendimenti che non si registravano da decenni.

 

In questo articolo:

 

  • Gilt ai massimi, i mercati riscrivono il rischio Uk
  • Governo Uk in bilico: quanto pesa sui conti pubblici la crisi laburista
  • Gilt, come navigare nell’incertezza britannica

 

Gilt ai massimi, i mercati riscrivono il rischio Uk

Il trentennale britannico quota al 5,81%, livello che non si registrava dal 1998; il decennale al 5,13%, valore assente dai mercati dal 2008. Dall’inizio del conflitto in Iran, la salita dei rendimenti del titolo decennale Uk ha ampiamente superato quella degli equivalenti tedesco, americano e italiano, fermi rispettivamente a 44, 47 e 58 punti base. Secondo le stime di Goldman Sachs, la gran parte del movimento da fine febbraio riflette una revisione delle aspettative di politica monetaria, cui si è sommata una quota crescente di premio per il rischio politico. Il mercato azionario londinese non ha fatto eccezione: entrambi i principali indici hanno perso tra il 5% e il 6% nello stesso arco temporale, con i multipli delle medie capitalizzazioni compressi ben al di sotto della mediana storica. Il dividend yield medio dell’equity londinese risulta ora inferiore al rendimento del trentennale, segnale che i mercati riconoscono al debito pubblico britannico un profilo di rischio-rendimento insolito. Sul fronte valutario, la sterlina registra un indebolimento nei confronti del dollaro, con il modello GSBEER di Goldman Sachs che evidenzia un ampliamento della componente di premio per il rischio politico nell’EUR/GBP e rischi asimmetrici al ribasso nel breve termine.

 

Governo Uk in bilico: quanto pesa sui conti pubblici la crisi laburista

Nonostante Starmer abbia escluso pubblicamente le dimissioni, la sua posizione si è fatta di ora in ora più precaria: ministri e figure di rilievo hanno già abbandonato l’esecutivo, mentre le voci su possibili successori si moltiplicano. I mercati di previsione prezzano intorno al 65% la probabilità di un avvicendamento entro fine anno. “Per molti, a questo punto, il destino di Starmer è segnato; si tratta solo di capire quanto velocemente avverrà la sua uscita”, ha dichiarato Jordan Rochester, responsabile della strategia su reddito fisso, materie prime e valute di Mizuho.

Tim Drayson, head of Economics di L&G, osserva che anche qualora Starmer riuscisse a mantenere la guida del partito, il Labour appare comunque orientato verso un significativo cambio di direzione politica, con un’ampia rosa di potenziali candidati pronti a contendersi la leadership di questa transizione. Goldman Sachs quantifica l’impatto finanziario della situazione attuale in circa 12 miliardi di sterline di spazio fiscale eroso — pari allo 0,3% del Pil — per effetto congiunto dei rendimenti più elevati e di una crescita più contenuta rispetto alle proiezioni. Il candidato più accreditato alla successione, Andy Burnham, sindaco di Greater Manchester, propone un programma fondato sull’espansione della spesa pubblica e su un prelievo fiscale più marcato su redditi e patrimoni elevati, scenario che Gilt e sterlina scontano già in parte.

 

Gilt, come navigare nell’incertezza britannica

Drayson inquadra il rialzo dei rendimenti come fenomeno solo parzialmente ascrivibile all’instabilità politica, sviluppatosi in parallelo a una nuova risalita delle quotazioni petrolifere. Il nodo centrale, nell’analisi di L&G, riguarda l’efficacia di eventuali misure fiscali espansive: il loro effetto, avverte Drayson, rischia di essere neutralizzato da un aumento dei tassi lungo tutta la curva dei rendimenti. La gestione degli equilibri di bilancio, in questo contesto, non lascia margini di ambiguità: “per la politica non è mai piacevole dover sottostare ai mercati obbligazionari”, scrive Drayson, “ma basta guardare indietro di appena quattro anni per vedere le conseguenze di qualsiasi tentativo di eludere le forze di mercato»” Il riferimento all’autunno 2022 è diretto. Qualsiasi governo, nuovo o confermato, dovrà presentare un quadro fiscale che risulti credibile agli occhi degli investitori.

In questo scenario, L&G individua nel credito investment grade in sterline, con preferenza per il tratto a breve della curva, il segmento più interessante per gli investitori nel mercato del credito Uk: i rendimenti restano competitivi in termini relativi, la domanda è strutturalmente solida e le opportunità di carry rimangono appetibili. Sul piano settoriale, un’eventuale svolta verso un governo di orientamento più progressista potrebbe tradursi in pressioni regolamentari aggiuntive per alcune industrie ad alta regolamentazione: il comparto idrico figura tra i più esposti, con emittenti come Thames Water potenzialmente soggetti a maggiori spinte verso l’amministrazione controllata. Quanto ai Gilt a lunga scadenza, L&G adotta una postura contrarian rispetto al consensus prevalente: la maggioranza degli investitori detiene posizioni ribassiste sui titoli di Stato britannici, citando l’instabilità politica e i rischi fiscali legati a un’eventuale leadership più progressista. Posizioni che Drayson ritiene “difficili da sostenere, data la mancanza di elementi specifici a supporto delle argomentazion”, precisando che L&G è “pertanto propensa ad assumere la posizione opposta”, vedendo nei Gilt a lunga scadenza un’opportunità da cogliere nell’attuale contesto di turbolenza

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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