L’anno d’oro di Goldman Sachs: record M&A con 1.480 miliardi di dollari

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Il 2025 è stato un anno record per il mercato globale delle fusioni e acquisizioni e consacra ancora una volta Goldman Sachs come principale protagonista. Secondo quanto riportato da Reuters, la banca d’affari statunitense ha conquistato il primo posto mondiale sia per valore delle operazioni assistite sia per ricavi da commissioni M&A, in un contesto segnato da instabilità geopolitica ma anche da una forte riapertura del rischio industriale. A trainare il risultato è stato il boom delle operazioni, superiore a 10 miliardi di dollari: 68 deal nel corso dell’anno, per un controvalore complessivo di circa 1.500 miliardi di dollari, più del doppio rispetto al 2024. Un livello che, secondo i dati LSEG, rappresenta il massimo storico dalla fine degli anni Ottanta.

 

In questo articolo

 

  • Goldman Sachs: ricavi record e quote di mercato in espansione
  • M&A, il ritorno dell’ambizione industriale
  • Goldman Sachs domina le fusioni, ma la partita resta aperta

 

Goldman Sachs: ricavi record e quote di mercato in espansione

Goldman ha assistito 38 delle operazioni sopra i 10 miliardi, più di qualsiasi altra banca d’investimento, per un volume complessivo di deal seguiti pari a 1.480 miliardi di dollari. Sul fronte dei ricavi, la banca ha incassato 4,6 miliardi di dollari in commissioni M&A, distanziando JPMorgan (3,1 miliardi) e Morgan Stanley (3 miliardi). In termini di valore delle operazioni gestite, il podio resta invariato, con Goldman, JPMorgan e Morgan Stanley nelle prime tre posizioni, seguite da Bank of America e Citigroup. Nelle operazioni annunciate in Europa, Medio Oriente e Africa, la quota di mercato di Goldman ha raggiunto il 44,7%, un livello superato solo una volta in precedenza, nel 1999.

 

M&A, il ritorno dell’ambizione industriale

Dopo un 2024 trainato soprattutto dalla tecnologia, nel 2025 l’attività di M&A si è estesa a un numero più ampio di settori, dai trasporti ai beni di consumo, dai media all’industria tradizionale. Secondo quanto riportato da Reuters, diversi operatori di mercato indicano nel contesto regolatorio statunitense più flessibile uno degli elementi che ha favorito il ritorno di operazioni di grandi dimensioni, riducendo l’incertezza legata ai profili antitrust. Nelle previsioni per il 2026, Stephan Feldgoise, global co-head of M&A di Goldman Sachs, definisce il 2025 un anno “straordinario” per le fusioni e acquisizioni e descrive un mercato caratterizzato da una diffusa disponibilità di capitale. Sulla stessa lunghezza d’onda anche JPMorgan, che osserva come la ricerca di maggiore scala stia rendendo consigli di amministrazione e vertici aziendali più proattivi, al punto che “non si aspetta più che un’azienda venga messa in vendita per avviare operazioni”.

 

Goldman Sachs domina le fusioni, ma la partita resta aperta

Sebbene Goldman Sachs abbia dominato il 2025 fornendo consulenza su operazioni per 1.480 miliardi di dollari, pari a circa il 32% del mercato globale secondo LSEG, la banca non è stata coinvolta nelle due maggiori transazioni dell’anno: l’acquisizione da 88,2 miliardi di dollari di Norfolk Southern da parte di Union Pacific e la complessa guerra di offerte per Warner Bros Discovery. Su questi dossier si sono inserite Bank of America, Barclays, Wells Fargo e diverse boutique, in un contesto in cui i vertici aziendali mostrano una crescente propensione ad ampliare la scala operativa.

JPMorgan, advisor chiave di Warner Bros e protagonista anche dell’acquisizione da 50,6 miliardi di dollari di Kenvue da parte di Kimberly-Clark, è riuscita a superare Goldman in termini di commissioni complessive di investment banking, includendo equity e debt capital markets, con 10,1 miliardi di dollari contro 8,9 miliardi, secondo LSEG. Le offerte contrapposte di Paramount Skydance e Netflix per Warner Bros, rispettivamente da 108 e 99 miliardi di dollari debito incluso, hanno inoltre favorito l’ascesa di alcune banche e studi legali nelle classifiche M&A. Wells Fargo, advisor in dieci operazioni sopra i 10 miliardi di dollari, tra cui l’offerta di Netflix, ha guadagnato otto posizioni salendo al nono posto, mentre la boutique Moelis ha chiuso il 2025 al sedicesimo posto dopo aver partecipato a cinque deal superiori ai 5 miliardi, tra cui la vendita di Essential Utilities per 20 miliardi.

L’assetto finale delle classifiche resta tuttavia legato all’esito della contesa su Warner Bros, destinata a ridisegnare ancora una volta gli equilibri tra grandi banche e advisor indipendenti.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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