Il debito della Gran Bretagna è diretto verso una spirale mortale, ha affermato Ray Dalio. Il fondatore dell’hedge fund Bridgewater Associates ha lanciato l’allarme in un momento in cui i rendimenti dei titoli di Stato britannici stanno salendo pericolosamente. Secondo il grande investitore, “la combinazione dell’aumento dei pagamenti annuali degli interessi oltre i 100 miliardi di sterline all’anno e la necessità di rinnovare il debito, hanno creato il rischio di un ciclo che si autoalimenta”.
Quello che sta accadendo in questo periodo nel mercato dei Gilt, in aggiunta alla debolezza della sterlina, suggerisce che c’è “un problema di domanda e offerta”, con il Regno Unito che sta lottando per assorbire le maggiori esigenze di prestito. “Perché altrimenti i rendimenti a lungo termine dovrebbero aumentare quando c’è un allentamento della politica monetaria, il tasso di cambio sta scendendo e l’economia è debole?”, chiede Dalio.
In effetti, nonostante la Bank of England abbia iniziato lo scorso anno il ciclo di tagli ai tassi di interesse, i costi di finanziamento dei Gilt decennali sono balzati questo mese alle soglie del 5%, raggiungendo il livello massimo dal 2008. “Quando si arriva al punto in cui si deve prendere in prestito denaro per onorare il debito e i tassi di interesse sono in aumento, facendo sì che i pagamenti a servizio del debito crescano, si è in quella che i mercati chiamano una spirale mortale”, ha ribadito Dalio.
Gran Bretagna: Ray Dalio, ecco cosa fare per frenare il sell-off
Alcuni hanno azzardato un paragone con quanto accadde oltre due anni fa, quando il governo presieduto da Liz Truss propose una manovra fiscale espansiva che scatenò una furia di vendite nei mercati obbligazionari, costringendo il premier britannico a lasciare Downing Street dopo appena 44 giorni di mandato. All’epoca Dalio scrisse che il crollo del mercato era frutto di “incompetenza” governativa.
Il budget per il 2025 presentato dal cancelliere dello Scacchiere, Rachel Reeves, a ottobre scorso non prevede provvedimenti fiscali tali da sconvolgere le finanze della nazione. Sono previsti 40 miliardi di sterline di aumenti delle tasse, sebbene la cifra sia inferiore all’aumento di spesa pubblica programmato per i prossimi anni, in particolare sul versante della sanità. A preoccupare gli investitori però è l’entità del debito, che ha varcato la soglia del 100% del PIL per la prima volta dal 1961.
La soluzione, quindi, secondo Ray Dalio è tagliare il disavanzo della Gran Bretagna dal 4,5% al 3% del PIL, quantunque alcuni analisti abbiano avvertito che riduzioni radicali di spesa o nuove tasse rischino di danneggiare la crescita economica e le finanze dello Stato. “Tagliare il deficit di bilancio è deprimente per la crescita e l’inflazione”, ha precisato Dalio, “ma porterà a tassi di interesse più bassi, che hanno un grande effetto stimolante riducendo anche il deficit di bilancio”.









