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Holding: cos’è, come funziona e tipologie

Holding: cos'è, come funziona e tipologie

Quando si leggono le cronache finanziarie che riguardano i grandi conglomerati industriali spesso si sente parlare di holding. Di cosa si tratta esattamente? E quali sono le caratteristiche principali di tale soggetto economico? Ecco una guida che illustra tutto quello che occorre sapere sull’argomento.

 

Holding: definizione e caratteristiche

Una holding non è altro che una società finanziaria che detiene quote di partecipazioni totali o parziali in altre società controllate, dette sussidiarie. Tale soggetto giuridico viene spesso definito società madre, proprio perché contiene tutta una serie di componenti societarie, denominate figlie, su cui esercita il controllo. La holding prende anche il nome di capogruppo o parent company. Per creare una holding è necessario il rispetto dei seguenti requisiti:

 

  • la detenzione di oltre il 50% dei diritti di voto nell’assemblea di ogni controllata;
  • il potere di nominare e rimuovere la maggior parte dei membri della controllata;
  • il possesso di uno statuto e di un codice Ateco.

 

La holding viene costituita per atto pubblico e può assumere la forma di società semplice, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società a responsabilità limitata, società per azioni e società in accomandita per azioni. A seconda della formula adottata, i costi per la costituzione variano. Costituire una società di capitali è più costoso che farlo con una società di persone. Così come diverso è il capitale minimo per formare la società. Oggi è possibile creare una S.r.l. con 1 euro, mentre le S.p.A. richiedono il versamento di almeno 50 mila euro per la costituzione.

 

Holding: tipologie

Non vi è una sola tipologia di holding, ma è possibile riconoscere diverse forme, come di seguito indicato:

 

  • holding finanziarie, ovvero che non esercitano un’attività vera e propria inerente alla produzione o alla commercializzazione di beni e servizi. La loro funzione è solo quella di coordinamento e controllo delle società partecipate;
  • holding operative, che svolgono sia attività di produzione e scambio di beni e servizi che funzioni di controllo e coordinamento sulle società controllate;
  • holding settoriali, che possono essere operative e finanziarie, hanno l’obiettivo di fare in modo che le controllate complementari tra loro realizzino sinergie finalizzate ad apportare vantaggi economici al gruppo;
  • holding di famiglia, controllate da persone facenti parte di una stessa famiglia (vedi Exor della famiglia Agnelli, Fininvest della famiglia Berlusconi o Edizioni S.r.l. della famiglia Benetton);
  • subholding, solitamente di natura finanziaria, si interpongono tra la capogruppo e le controllate attive nello stesso settore.

Ecco quali sono i vantaggi

Ma perché bisogna costituire una holding? O meglio, quali vantaggi si possono ottenere? I benefici sono di tre tipi: finanziari, gestionali e fiscali. Sotto il profilo finanziario, tutti i flussi in entrata e in uscita vengono accentrati presso un’unica società, il che significa che le controllate possono effettuare trasferimenti di denaro tra di loro garantendosi finanziamenti senza che ci sia la necessità di ricorrere a capitali esterni. In altri termini, le società in surplus di cassa possono fare prestiti a quelle in deficit, evitando che queste ultime facciano ricorso a fonti di finanziamento normalmente più costose.

Dal punto di vista gestionale, la società madre fa da coordinatrice e da garante per il buon funzionamento del gruppo, limando le questioni controverse. Inoltre si può avere l’accentramento di funzioni e servizi comuni che riguardano gli acquisti, le risorse umane, il magazzino e quant’altro.

Per quel che riguarda l’aspetto fiscale, si hanno delle agevolazioni riguardo i dividendi, la participation exemption (Pex) e l’IVA di gruppo. In particolare, se la holding assume la forma della società per azioni, la tassazione IRES del 24% va applicata solamente al 5% dei dividendi. Tuttavia i soldi devono rimanere nella holding, perché se vengono distribuiti ai soci scatta la tassazione del 26% alla fonte. Quanto alla Pex, vi è la detassazione delle plusvalenze generate dalla cessione delle partecipazioni tra le controllate e la holding. Mentre per quanto concerne l’IVA di gruppo, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi intercorrenti tra le imprese del gruppo non saranno rilevanti ai fini dell’imponibile IVA; saranno tassate solo le operazioni con società esterne, che si considerano effettuate dal gruppo e non dalla singola impresa che le ha condotte.

 

Holding: quali sono i paesi migliori per costituirla

Le holding vengono costituite in particolar modo in Lussemburgo e in Svizzera, in quanto offrono vantaggi di vario genere. Il Lussemburgo consente la creazione di una capogruppo imponendo limiti di capitali ed economici meno ristretti. Tuttavia la società deve assumere la forma di società di capitali, ovvero SA, S.à.r.l, SCA o COOPSA.

Le agevolazioni fiscali sono molto evidenti, con la holding che è esentata dalle imposte sul reddito e sul patrimonio, a meno che in un anno fiscale non riceva oltre il 5% dell’importo totale dei dividendi da partecipazioni in società estere non quotate che nel loro paese di provenienza sono esentate dall’imposta sul reddito. In Lussemburgo vige un’imposta di sottoscrizione del capitale dello 0,25%, con innalzamento in caso di superamento del rapporto capitale/debito da 1 a 8 e un tetto di 125 mila euro. I dividendi pagati dalla holding sono esentati dalla ritenuta alla fonte.

Quanto alla Svizzera, vi è l’esenzione delle ritenute sui dividendi pagati dalla sussidiaria alla società madre se sono soddisfatte simultaneamente quattro condizioni:

  • tempo minimo di due anni per la detenzione di almeno il 25% della controllata da parte della società madre;
  • residenza di una delle due società in Svizzera ai fini fiscali;
  • assenza di residenza di società madre e figlia in uno Stato terzo sulla base di un accordo in materia di doppia imposizione con tale Stato;
  • holding e controllata sono assoggettate all’imposta diretta sugli utili delle società senza beneficiare di esenzioni ed entrambe risultano essere società di capitali.

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