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Inflazione UK ai top da 30 anni, cosa farà ora la BoE?

Inflazione UK ai massimi da 30 anni, cosa farà ora la BoE?

L’inflazione del Regno Unito continua a destare grandi preoccupazioni. I dati rilasciati questa mattina hanno ancora una volta gelato il mercato, dal momento che l’indice dei prezzi al consumo è salito al 6,2%, livello massimo degli ultimi 30 anni. Rispetto alla lettura di febbraio vi è stato un aumento di 0,7 punti percentuali e una crescita maggiore rispetto al 6% che si aspettavano gli analisti.

A pesare su questi risultati è il prezzo dell’energia, che ha determinato nel Paese un caro bollette insostenibile. Al riguardo il Cancelliere Rishi Sunak attuerà un piano di 21 miliardi di sterline per sostenere le famiglie più colpite, ma la cavalcata incontenibile dell’inflazione solleva problematiche più profonde, ancor più che gli effetti della guerra Russia-Ucraina continueranno a farsi sentire a lungo.

 

Inflazione UK: come reagirà la BoE?

La Bank of England molto probabilmente agirà ancora nella riunione del mese prossimo, dopo aver alzato i tassi d’interesse per 3 volte consecutive, portando il tasso ufficiale di sconto allo 0,75%. Gli effetti si vedranno tra qualche mese, ma già qualcuno comincia a nutrire grossi dubbi che questa politica delle Banche centrali possa essere davvero efficace in una condizione di mercato dove l’inflazione non è determinata dalla crescita smisurata della domanda, ma dai colli di bottiglia che si verificano sulla catena di approvvigionamento.

La più grande preoccupazione della BoE in questo momento è che tutto ciò possa provocare una spirale pericolosa in stile anni ’70. All’epoca l’inflazione spingeva i lavoratori a chiedere salari più alti, che a loro volta facevano aumentare ancora di più il costo della vita. Il punto è se intervenire sui tassi sia la soluzione, o quantomeno se potrà essere una soluzione rischiando di impattare negativamente sulla crescita economica. Per la fine dell’anno la Banca Centrale britannica prevede un’inflazione a 2 cifre e a un certo punto dovrà per forza di cose misurare passo dopo passo ogni intervento per vedere come ciò si riverberi nell’economia reale.

 

Inflazione UK: il parere degli analisti

Gli analisti esprimono apprensione per quanto sta succedendo sul fronte inflazionistico in Gran Bretagna. Paul Craig, portfolio manager di Quilter Investitors, ha affermato che i dati di stamane evidenziano la gravità della situazione e il Governo deva intervenire presto per sostenere le famiglie in difficoltà finanziaria, poiché i salari perdono rapidamente di valore. A suo giudizio, il contesto di mercato è molto delicato con un’inflazione così alta, quindi gli investitori dovranno osservare da vicino cosa succede e agire di conseguenza sulle scelte d’investimento.

A parere di Dan Boardman-Weston, Chief Investment Officer di BRI Wealth Management, il peso dei costi del carburante è ancora molto importante nella determinazione del tasso d’inflazione, anche se sembra che stia rallentando. Ad ogni modo, per l’esperto i dati dicono che ci saranno altri mesi di crescita dei prezzi, ma all’inizio dell’estate si dovrebbe registrare un calo. Al momento la Banca d’Inghilterra non può fare a meno di continuare sulla strada dell’aumento dei tassi d’interesse, sottolinea. Tuttavia, Boardman-Weston precisa che l’istituto guidato da Andrew Bailey dovrà bilanciare la sua politica monetaria, per evitare che l’economia britannica cada in recessione attraverso il soffocamento della ripresa.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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