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Investimenti UK: 3 suggerimenti per una gestione ottimale di portafoglio

Investimenti UK: 3 suggerimenti per una gestione ottimale di portafoglio

Gli investimenti UK sono attualmente una scelta molto delicata vista la situazione in cui versa la Gran Bretagna. L’inflazione non dà tregua al Paese, mantenendosi ancora salda all’8,7%. A preoccupare però è quella core – ossia depurata dalla componente energia e dei beni di consumo – che risulta del 7,1% e fatica ancora di più a scendere. L’IPC core è il parametro maggiormente tenuto in considerazione dalle Banche centrali nelle scelte di politica monetaria.

Infatti, la Bank of England la scorsa settimana ha alzato i tassi d’interesse di 0,5 punti percentuali, portando il costo del denaro al 5%, mentre le aspettative degli analisti erano per una stretta di un quarto di punto. È ovvio che, in un contesto in cui l’inflazione colpisce e gli alti rendimenti creano turbolenze nel mercato, gli investitori alla ricerca di rendimenti importanti si trovino spiazzati, anche perché devono misurare il rischio.

 

Investimenti UK: ecco come gestire il portafoglio

Come orientarsi quindi in questa situazione per chi vuole investire negli asset del Regno Unito? Per una gestione ottimale di portafoglio vi sono tre suggerimenti che in genere i consulenti finanziari danno in questo momento. Uno riguarda le azioni con dividendi. Questi permettono di dare una certa prevedibilità al portafoglio, ma bisogna prestare attenzione non tanto a quelle società che pagano cedole elevate, ma quanto a quelle che mantengono i dividendi nel tempo o che addirittura li aumentano. In altri termini, è importante osservare il rapporto di copertura dei dividendi, ossia il numero di volte in cui una società può pagare agli azionisti i dividendi dai suoi utili.

Concentrarsi solamente sul rendimento può essere fuorviante, con il mercato che a volte è scettico sulla capacità di una società di mantenere il dividendo nel tempo. “Sarei presto in una società con un dividendo ben coperto che ha il potenziale per crescere da qui piuttosto che scegliere solo le azioni con i rendimenti più alti”, afferma Jason Hollands, amministratore delegato della piattaforma di investimento Bestinvest. Attualmente il FTSE 100 produce un rendimento da dividendi del 4,2%, che è al di sotto del tasso d’inflazione. Tuttavia, Hollands osserva che l’indice “ha il potenziale di rendimenti del capitale anche a lungo termine”, quando magari il tasso d’inflazione nel frattempo sarà sceso.

Un secondo suggerimento per gli investimenti UK riguarda i Gilt. Le obbligazioni pubbliche britanniche per diverso tempo sono state prese poco in considerazione a causa dei rendimenti molto bassi dettati dalla politica monetaria largamente espansiva da parte della BoE. Dallo scorso anno, quando è scoppiato il terremoto dei fondi pensione in Gran Bretagna e il rendimento si è impennato, i Gilt sono tornati alla ribalta. Oggi rendono circa il 4,5% e potrebbero essere appetibili, considerando il rischio molto basso.

Tuttavia David Henry, gestore degli investimenti di Quilter Cheviot, avverte che il reddito fisso dovrebbe funzionare come bilanciatore di una serie di attività e non come la componente principale di portafoglio. “Con i Gilt che rendono circa il 4,5%, le persone con 20 o 30 anni di pensione rimasti hanno bisogno di un motore considerevole per cercare di proteggere il valore reale del loro capitale. Quindi non vogliono avere troppo reddito fisso”.

Il terzo suggerimento consiste nel misurare le emozioni nelle condizioni di mercato avverse, evitando di ritirare in tali circostanze denaro riducendo il proprio capitale e mettendo a rischio i propri piani di investimento nel lungo termine. Christine Ross, direttore clienti di Handelsbanken Wealth and Asset Management, ritiene che i prelievi vadano limitati a non più del 3% ogni anno. “È necessario considerare se è necessario mantenere un po’ di capitale e dare al portafoglio la possibilità di crescere in tempi di condizioni di mercato avverse”, ha detto.

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