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La Fed si prende una pausa sui tassi, ma arriveranno altre strette

La Fed si prende una pausa sui tassi, ma arriveranno altre strette

La Fed si prende una pausa sui tassi d’interesse dopo una serie di 10 rialzi consecutivi. Tuttavia le parole di Jerome Powell in conferenza stampa sono state una doccia gelata per i mercati in quanto il numero uno della Fed ha segnalato altre strette in arrivo per combattere l’inflazione. Secondo il dot plot, il documento che riporta le aspettative sui tassi di interesse dei membri della Banca centrale USA, quest’anno dovrebbero esserci altri due aumenti, con il tasso terminale che dovrebbe collocarsi nell’intervallo 5,5-5,75%. Analisti e investitori invece si aspettavano solo un altro ritocco da un quarto di punto entro fine anno.

“Ci è sembrato ovvio che avesse senso moderare i nostri rialzi dei tassi man mano che ci avvicinavamo alla nostra destinazione” ha spiegato il governatore Powell in conferenza stampa al termine della riunione. Il presidente ha sottolineato l’importanza di muoversi con cautela, valutando i dati economici futuri e gli effetti generati dalla crisi bancaria. Inoltre, ha evidenziato come la stretta monetaria che dura da 15 mesi potrebbe non essere ancora visibile completamente nell’economia reale.

 

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La reazione dei mercati è stata sobria a Wall Street, con l’S&P 500 che ha chiuso appena sopra la parità e il Nasdaq che ha guadagno 39 punti base. L’Europa invece è un po’ sottotono questa mattina, con le principali piazze finanziarie che quotano sotto la parità.

La Federal Reserve ha lasciato una scia di incertezza: “Mettere in pausa i rialzi dei tassi e allo stesso tempo segnalare ulteriori potenziali aumenti dà loro la massima flessibilità” ha affermato James Knightley, capo economista internazionale di ING che ha proseguito: “Hanno gettato le basi per altri rialzi se i dati dovessero rimanere forti, ma possono facilmente invertire la rotta se dovessero uscire più morbidi”.

Secondo Diane Swonk, capo economista di KPMG LLP a Chicago “è stata fatta molta strada, ma bisogna ancora percorrere il miglio più difficile di quella che si è rivelata una lunga maratona nella battaglia per contenere l’inflazione”. Le revisioni al rialzo delle previsioni di inflazione core da parte della Fed “la dicono lunga sul timore della Fed” ha aggiunto.

Ora tutta l’attenzione si sposta sulla prossima riunione di luglio, in cui presumibilmente la Fed alzerà di nuovo il costo del denaro. Dean Maki, chief US Economic di Point72 Asset Management, ha avvertito che è improbabile che i dati che verranno pubblicati prima della riunione di luglio riducano le preoccupazioni dei falchi della Fed e per questo motivo la “tensione tra i funzionari probabilmente persisterà”.

Tiffany Wilding, capo economista USA di PIMCO, si aspetta che la Fed aumenti il tasso di riferimento ma rimane scettica sulla possibilità di un’ulteriore stretta dal momento che a suo avviso l’economia rallenterà presto in maniera più marcata: “La politica monetaria funziona con ritardo e si corre il rischio di capire troppo tardi di essere andati oltre con la stretta sui tassi”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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