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Lavoro USA: le cifre che danno ragione alla FED

Il mercato del lavoro USA si conferma forte

Troppo forte! L’economia statunitense continua a sorprendere per la sua resilienza e forza. Lo ha fatto una volta di più oggi, con la diffusione dei dati sul mercato del lavoro, i non-farm payrolls ma non solo. Ancora una volta per i mercati finanziari è stata una doccia fredda che ha spazzato via le speranze (poche) che il punto di svolta per l’azione di restrizione monetaria della Fed potesse essere più vicino.

 

Cosa dicono i dati sul mercato del lavoro USA

La rilevazione, relativa al mese di settembre, parla chiaro. Le buste paga create nei settori non agricoli sono state 263.000, 13.000 in più delle stime di consensus. Il dato è in calo rispetto al mese precedente quando erano state creati 315.000 nuovi posti di lavoro. Tuttavia la cifra relativa al mese di luglio è stata rivista al rialzo di 11.000 unità.

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, la misura di settembre ha registrato una contrazione al 3,5%, anche in questo caso sotto le attese degli analisti al 3,7% e al livello dal mese di agosto (3,7%). La riduzione è avvenuta in un contesto di stabilità della forza lavoro, al 62,3% contro il 63,4% del mese precedente.

Per quanto riguarda infine il salario medio orario, si è registrato un nuovo aumento dello 0,3%, in linea con le attese degli analisti e con il rialzo di agosto. Nel complesso la retribuzione oraria media annuale rallenta il tasso di crescita anche se lo fa molto lentamente, al +5% da +5,2% di agosto e contro attese a +5,1%.

 

Il commento degli analisti

“Le cifre macroeconomiche sul mondo del lavoro americano confermano le dichiarazioni dei membri più falchi all’interno del Fomc della Federal Reserve, ovvero che l’economia e il mondo del lavoro statunitense sono in grado di reggere ulteriori rialzi del costo del denato” ha spiegato Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia.

Dopo la pubblicazione dei dati cresce la probabilità che i tassi di interesse vengano rialzati di altri 75 punti base, sarebbe la terza volta di fila, da parte della Fed, nella prossima riunione a inizio novembre. Si arriverebbe così ad avere tassi sui Fed funds tra il 3,75% e il 4%.

 

La reazione dei mercati 

Dopo la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro USA i mercati hanno mostrato tutta la loro delusione. Il dollaro ha guadagnato subito mezzo punto percentuale nei confronti di un paniere di valute, mentre il cambio euro/dollaro è sceso da 0,9803 a 0,9736, movimenti poi in parte rientrati. Il rendimento del Treasury decennale USA è salito al 3,893%. Wall Street ha aperto con tutti gli indici in deciso ribasso, con i tecnologici del Nasdaq che mostrano un ribasso di circa 2,5% a mezz’ora dall’inizio delle contrattazioni.

In Italia il FTSE Mib è sceso da 21.254 a 21.010, perdendo oltre un punto percentuale nel giro di una ventina di minuti. Lo spread tra BTP e Bund si è allargato fino a 248 punti con il rendimento del decennale italiano sopra il 4,69%.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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