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Mercati azionari: UBS alza il target, Morgan Stanley punta sulle large cap

Azioni: UBS alza il target, Morgan Stanley punta sulle large cap

UBS è ottimista sui mercati azionari e oggi ha alzato le previsioni per la fine del 2024 sull’indice MSCI All Country World – utilizzato per valutare la performance a livello globale del mercato azionario – a 830 punti da 800 precedenti. Ciò implica un rialzo potenziale di circa il 6% dalle quotazioni attuali. La banca svizzera cita tre fattori che possono dare la spinta alle azioni in Borsa:

 

  1. La propensione al rischio azionario;
  2. L’intelligenza artificiale;
  3. Il rallentamento della crescita dei salari USA.

 

Secondo gli strategist di UBS, l’indebolimento dei dati macroeconomici ha incontrato una reazione positiva dei mercati quest’anno, il che dimostra come ci sia una maggiore attitudine a investire nelle attività rischiose.

Sull’intelligenza artificiale, il grande motore degli acquisti nei mercati azionari negli ultimi tempi, gli analisti dell’istituto di credito con sede a Zurigo affermano: “Se la GenAI aumentasse la crescita della produttività dell’1% a partire dal 2028, il premio per il rischio azionario sarebbe del 4,7%”.

Infine, il rallentamento della crescita dei salari statunitensi darà impulso al mercato azionario, poiché permetterà alla Federal Reserve di diventare più accomodante sul fronte dei tassi di interesse.

 

Dove investire nei mercati azionari?

Se per UBS ci sono ottime ragioni per puntare sulle azioni, la domanda che sorge spontanea è su quali titoli concentrare l’attenzione. Una risposta viene fornita da Morgan Stanley, che raccomanda di evitare le azioni di scarsa qualità e di focalizzarsi sulle società a grande capitalizzazione che offrono “un equilibrio più favorevole tra rischio e rendimento potenziali”.

In genere le small cap sono più sensibili ai tassi di interesse e, in un contesto in cui le Banche centrali si accingono ad abbassare il costo del denaro in teoria potrebbero essere favorite. Tuttavia, Morgan Stanley la pensa diversamente, in quanto ritiene che la relazione tra tassi e prezzi delle azioni sia “alquanto disomogenea” e l’aumento passato dei tassi sia “particolarmente impegnativo per le società più piccole”. Peraltro, gli analisti dell’istituto finanziario americano non sono del tutto convinti che “i tassi di interesse in calo siano ugualmente vantaggiosi, a meno che non rimangano per un periodo prolungato su livelli bassi e siano abbinati a una crescita economica più forte e alla capacità di fissare prezzi più elevati”. Una caratteristica quest’ultima che non sempre trova corrispondenza nelle piccole società.

Un’altra indicazione sulle opportunità di investimento azionario è data dagli analisti di Goldman Sachs, che puntano sui titoli del Regno Unito nei settori legati alla spesa dei consumatori. La banca indica tre fattori che suggeriscono l’acquisto: un miglioramento delle condizioni finanziarie future, unitamente a un maggior ottimismo dei consumatori che favoriranno il commercio al dettaglio; la diminuzione dell’inflazione e il mantenimento di salari alti che stimolano la domanda; l’apprezzamento della sterlina che comporta un aumento del valore delle vendite, seppur moderato, per le aziende al dettaglio.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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