Mercati finanziari e conflitto in Medio Oriente: l’analisi dell’a.d. di Goldman Sachs

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rassicurato i mercati finanziari, garantendo il passaggio sicuro di petrolio e gas dallo Stretto di Hormuz. La Marina statunitense inizierà a scortare le petroliere che, in questi giorni, sono state bersaglio di attacchi iraniani, interrompendo il traffico commerciale attraverso il canale. “Ad ogni costo, gli Stati Uniti garantiranno il libero flusso di energia verso il mondo”, ha scritto il capo della Casa Bianca sui social media. Tuttavia, il conflitto che vede da una parte Stati Uniti e Israele e dall’altra l’Iran non si ferma ed è ormai giunto al quinto giorno. Le due fazioni continuano a scambiarsi raid aerei e lanci di missili, mentre centinaia di persone sono cadute sotto i colpi della guerra, tra cui sei militari statunitensi. Nei mercati finanziari tutto ruota attorno a petrolio e gas, nell’ottica di una possibile nuova crisi energetica qualora lo Stretto di Hormuz venisse chiuso. Il prezzo dei combustibili in questi giorni è schizzato alle stelle e ciò rischia di avere gravi ripercussioni sulle economie dei Paesi interessati e, di conseguenza, sugli asset finanziari.

 

In questo articolo:

 

  • Mercati finanziari: per il Ceo di Goldman Sachs occorre tempo
  • Mercati finanziari: l’economia americana è resiliente
  • Occhio all’intelligenza artificiale

 

Mercati finanziari: per l’a.d. di Goldman Sachs occorre tempo

Sulla reazione dei mercati finanziari è intervenuto l’amministratore delegato di Goldman Sachs, David Solomon, durante un summit economico a Sydney. L’a.d. si è detto sorpreso della “reazione benigna” dei mercati al conflitto in Medio Oriente, “considerata la portata degli eventi”. L’indice S&P 500 è calato di meno dell’1% questa settimana. A suo avviso, i mercati reagiscono generalmente in modo contenuto agli eventi geopolitici, a meno che questi non incidano direttamente sulla crescita economica. Fare previsioni, tuttavia, non è semplice, poiché “ci sono troppe incognite”, ha sottolineato il top manager della banca d’investimento. “Penso che ci vorranno un paio di settimane perché i mercati digeriscano davvero le implicazioni di quanto accaduto, sia nel breve sia nel medio termine, e non posso speculare su come si evolverà la situazione”, ha aggiunto.

 

Mercati finanziari: l’economia americana è resiliente

L’impatto sull’economia americana resta quindi incerto, ma Solomon ha evidenziato che attualmente gli Stati Uniti godono di buona salute grazie a una combinazione di fattori, tra cui un ciclo monetario più accomodante e un significativo allentamento delle pratiche regolamentari. “Mettiamo per un attimo da parte ciò che sta accadendo in Medio Oriente”, ha detto. “Abbiamo una confluenza di forti venti macroeconomici favorevoli che rendono la traiettoria di crescita degli Stati Uniti, a mio avviso, piuttosto convincente”.

Secondo Solomon, esiste una probabilità ragionevole che l’economia statunitense cresca troppo rapidamente quest’anno, con il rischio di un’inflazione “leggermente più alta rispetto alle attese di consenso”. Va però considerato che, qualora l’inflazione tornasse a salire, la Federal Reserve potrebbe sospendere il ciclo di tagli ai tassi di interesse o addirittura optare per una nuova stretta in uno scenario più critico. In tal caso, uno dei fattori citati da Solomon — il ciclo monetario più accomodante — verrebbe meno.

La resilienza dell’economia ha comportato anche una certa solidità dei portafogli di credito privato negli Stati Uniti, ha osservato il manager. Tuttavia, un eventuale rallentamento della crescita potrebbe portare a un indebolimento degli standard di concessione dei prestiti. “Gli standard di credito si abbassano perché c’è competizione nel collocare capitale”, ha spiegato. “Sono un po’ preoccupato per questo. Quando avremo un rallentamento, o se entreremo in recessione, ci sarà maggiore visibilità su quei segmenti in cui gli standard di prestito si sono indeboliti”.

 

Occhio all’intelligenza artificiale

Solomon ha affrontato anche il tema, molto caldo attualmente, dell’intelligenza artificiale, affermando che “sconvolgerà il mercato del lavoro nel breve termine”, in particolare per quanto riguarda i lavori impiegatizi. Tuttavia, nel lungo periodo “non porterà a un divario occupazionale”, ha precisato.

Goldman Sachs ha firmato lo scorso febbraio un accordo con la startup di IA Anthropic per automatizzare processi aziendali e favorire l’acquisizione di nuovi clienti. Questo comporterà effetti immediati sui dipendenti. “Non starò qui a speculare dicendo che il numero dei dipendenti sarà esattamente questo, perché non divulghiamo pubblicamente questi dati”, ha affermato. “Ma ciò che stiamo cercando di fare è creare maggiore capacità per spostare le persone in ruoli diversi”. In sostanza, “il numero complessivo dei dipendenti non sarà necessariamente molto diverso. Sarà semplicemente più produttivo”, ha concluso.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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