Mercati finanziari in pausa per la Pasqua: riflessioni tra tassi, dazi e volatilità

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In occasione del Venerdì santo, i principali mercati finanziari globali osservano una pausa, offrendo agli operatori un momento di riflessione dopo un trimestre caratterizzato da elevata volatilità. Le tensioni commerciali, alimentate dalle politiche protezionistiche dell’amministrazione Trump, continuano a influenzare negativamente il sentiment degli investitori.

Nel contesto europeo, la Bce ha annunciato un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25%. Questa decisione, la sesta consecutiva, mira a stimolare l’economia dell’eurozona, sebbene la Banca centrale abbia sottolineato l’intenzione di valutare ulteriori interventi in base all’evoluzione del contesto economico.

 

Wall Street e mercati asiatici: performance contrastanti

La seduta di ieri a Wall Street ha evidenziato una performance mista. L’S&P 500 ha chiuso in lieve rialzo dello 0,13%, sostenuto da tre quarti dei suoi componenti, mentre il Dow Jones ha registrato una flessione dell’1,33%, penalizzato dal crollo superiore al 20% registrato da UnitedHealth, a seguito di risultati trimestrali deludenti per l’aumento dei costi.

Il Nasdaq ha ceduto lo 0,13%, influenzato negativamente dalle performance di titoli tecnologici come Nvidia. Nel complesso, la settimana si è conclusa con cali per i principali indici: S&P 500 -1,5%, Dow Jones -2,66% e Nasdaq -2,62%.

In Asia, i mercati finanziari hanno mostrato segnali di resilienza. Il Nikkei 225 di Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,72%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato l’1,61%. Dopo i colloqui Usa-Giappone, in cui, a giudizio di Donald Trump, sono stati fatti grandi passi avanti, tocca ora alla Corea del Sud impegnarsi nel convincere il presidente Usa a raggiungere un accordo commerciale mutualmente vantaggioso.

 

Mercati finanziari europei: reazioni al taglio dei tassi

Le principali piazze europee hanno chiuso la seduta di ieri in territorio negativo, nonostante il taglio dei tassi da parte della Bce. Il Cac40 di Parigi ha perso lo 0,6%, il Dax di Francoforte lo 0,49%, mentre il Ftse100 di Londra è rimasto sostanzialmente invariato.

Gli investitori sembrano aver già scontato la decisione della Bce che ha tagliato i tassi di 25 punti base al 2,25% livelli di fine 2022. Christine Lagarde si è focalizzata sulle incertezze legate alle tensioni commerciali e alle prospettive economiche globali affermando che le decisioni verranno prese a seconda delle evoluzioni che arriveranno dai mercati e dall’economia. Gli analisti, in ogni caso, stimano attualmente almeno altri tre tagli dei tassi di interesse in eurozona da qui a fine anno.

Sul mercato obbligazionario, lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi si è ridotto solo leggermente, a 117,7 punti base, con il rendimento del decennale italiano in calo al 3,644%, proprio in conseguenza della riunione della Banca centrale europea.

 

Valute e materie prime: dinamiche contrastanti

Nel mercato valutario, l’euro ha mostrato segnali di debolezza nei confronti del dollaro, influenzato dal recente taglio dei tassi da parte della Bce e dalle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che ha adottato un approccio attendista riguardo a ulteriori modifiche dei tassi di interesse. In tal modo si è attirato nuovamente gli strali di Trump che vorrebbe invece una riduzione: “Non è mai troppo tardi per mandarlo via” ha dichiarato il presidente Usa.

Per quanto riguarda le materie prime, il prezzo del petrolio Brent è salito a 65,9 dollari al barile, registrando un incremento dell’1,8% nella giornata di ieri. A spingere le quotazioni dell’oro nero sono le nuove sanzioni adottate contro l’Iran. L’oro ha toccato i 3.334 dollari l’oncia, con un balzo superiore al 3,3%, sostenuto dalla crescente domanda di asset rifugio in un contesto di incertezza economica e geopolitica.

Immagine di Redazione

Redazione

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