Intesa Sanpaolo conferma il suo ruolo di leader nel settore bancario europeo con risultati finanziari superiori alle attese. La banca guidata da Carlo Messina ha registrato nel 2024 un utile netto di 8,7 miliardi di euro, con un incremento del 12,2% rispetto ai 7,7 miliardi del 2023. Questo risultato ha superato le previsioni interne della banca, che stimava oltre 8,5 miliardi, e quelle degli analisti, che si attendevano circa 8,6 miliardi.
In crescita del 7,5% i ricavi con gli interessi netti che sono saliti del 6,9% e le commissioni nette del 9,4%. L’attività assicurativa ha contribuito con un miglioramento del 4,1%. Il cost/income si è attestato al 42,7% ed è tra i migliori delle banche europee.
Nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati alla stampa, l’amministratore delegato Carlo Messina ha sottolineato: “Questi risultati dimostrano come Intesa Sanpaolo abbia raggiunto un livello di sostenibilità degli utili non immaginabile dieci anni fa. Riteniamo di aver costruito un’azienda che stabilmente può realizzare risultati sopra 9 miliardi di euro”.
Alla luce di questi risultati, la banca ha migliorato la previsione di utile netto per il 2025, ora atteso “ben oltre” i 9 miliardi di euro.
In questo articolo:
- Messina: Intesa non interessata a partecipare al risiko bancario in corso
- Pronti ad accogliere talenti in uscita da altri gruppi
Messina: Intesa non interessata a partecipare al risiko bancario in corso
Intesa Sanpaolo non parteciperà al risiko bancario in corso in Italia e non è interessata a operazioni di M&A. Lo ha chiarito più volte, l’amministratore delegato del gruppo bancario, nel corso della conferenza stampa con i giornalisti. “Non entreremo in nessuna operazione di M&A – ha detto Messina – oltreché per un tema di antitrust, anche perché preferiamo continuare a concentrarci nel fare risultati”.
Per l’amministratore delegato del principale gruppo bancario italiano, Intesa Sanpaolo è oggi un porto sicuro per il risparmio delle famiglie e gli investimenti delle aziende e “per questo siamo convinti di poter accrescere il valore del gruppo dimostrando che possiamo generare una redditività sostenibile che ci mette in prima fila tra i gruppi bancari europei”.
A dimostrazione della capacità di generare valore, c’è il forte impegno nella distribuzione agli azionisti. Sulla base dei risultati 2024 il Cda ha deciso l’erogazione di 6,1 miliardi complessivi di dividendi, 3 miliardi dei quali già pagati in acconto a novembre e 3,1 miliardi come saldo in arrivo a maggio 2025. Inoltre è stato deciso un nuovo buyback da 2 miliardi di euro che verrà avviato a giugno 2025 dopo l’autorizzazione della Bce.
Sul tema del risiko bancario in corso, Carlo Messina ha voluto esprimere la sua opinione di osservatore disinteressato: “Se si tratta di operazioni di mercato ritengo che debbano essere portate avanti ma io stesso ho difficoltà a seguire tutti i movimenti che stanno accadendo”.
Pronti ad accogliere talenti in uscita da altri gruppi
Disinteressato solo fino a un certo punto. L’amministratore delegato Carlo Messina ha chiarito che Intesa Sanpaolo non ha interesse a operare M&A né in Italia né in Europa, e tanto meno ad acquisire quote di minoranza “non siamo un hedge fund”. Tuttavia il risiko in corso nel settore bancario e del risparmio gestito potrebbe generare delle occasioni anche per il più grande gruppo finanziario del Paese.
“Immaginatevi di lavorare all’interno di un’azienda dove non puoi sapere cosa succederà tra 6 e 12 mesi. È chiaro che potrebbero generarsi delle situazioni di disorientamento. Anche perché ritengo che quello che sta succedendo ridurrà, almeno per qualche tempo, la capacità di performare di queste società”.
In questo contesto Intesa Sanpaolo si pone come porto sicuro di stabilità e certezza, con una reputazione seria, pronta ad accogliere i talenti che si troveranno disorientati dallo scenario in corso. “Intesa Sanpaolo – ha ricordato Messina – si è mossa già cinque anni fa su questo fronte, costruendo un gruppo che oggi compete con i più grandi d’Europa. La nostra presenza in Italia è talmente significativa, a livello di gestione del risparmio degli italiani, che non vedo alcuna minaccia, da qui a 5 anni, da quanto sta accadendo”.









