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Morgan Stanley punta sulle azioni growth asiatiche, ecco perché

Morgan Stanley punta sulle azioni growth asiatiche, ecco perché

Gli strateghi di Morgan Stanley puntano sulle azioni growth asiatiche. Il taglio del coefficiente di riserva obbligatoria da parte della People’s Bank of China e la tendenza al ribasso da parte dei tassi d’interesse statunitensi nel prossimo futuro rappresentano dei “venti favorevoli che stanno tornando nel segmento”, ha scritto in una nota la banca d’affari americana. A giudizio degli esperti, la ripresa del sentiment e l’afflusso di liquidità, insieme alla moderazione della volatilità e dei rendimenti di mercato, potranno portare a una sovraperformance dei titoli dell’Asia rispetto al mercato.

La posizione di Morgan Stanley ha subito un mutamento rispetto a febbraio, quando l’istituto finanziario a stelle e strisce aveva un atteggiamento di maggiore neutralità sulle azioni growth asiatiche. Secondo la banca, per quattro settimane consecutive fino al 18 marzo, gli investitori esteri hanno scaricato le azioni asiatiche, eccezion fatta per quelle cinesi. Ciò a causa dei fallimenti delle banche USA e della crisi di Credit Suisse. Il cambiamento di paradigma, con nuove prospettive sulla politica monetaria degli Stati Uniti, ha determinato una variazione della visione per i prossimi mesi.

 

Azioni growth: ecco dove investire per Morgan Stanley

Morgan Stanley preferisce le azioni growth giapponesi, grazie all’indebolimento del dollaro e alle prospettive di rafforzamento dello yen. “I derivati sui tassi indicano un’aspettativa matura di uscita dalla YCC (Yield Curve Control) e le opzioni FX stanno ora scontando verso una prospettiva macroeconomica normalizzante, che dovrebbe anche causare una sovraperformance della crescita”, hanno scritto gli strateghi, riferendosi alla politica di controllo della curva dei rendimenti da parte della Bank of Japan.

Ad aprile termina il mandato di Haruhiko Kuroda, e con esso probabilmente il ciclo di grande accomodamento monetario che si è tradotto in anni di tassi negativi in Giappone. Il cambio di guida nella Banca centrale, che avrà al timone Kazuo Ueda, significa che verosimilmente verranno ritoccati i limiti di oscillazione dei tassi entro la banda attuale, con il costo del denaro che sarà aumentato. Tutto ciò potrebbe finire per favorire lo yen, aumentando la fiducia negli asset nipponici.

Per quel che riguarda i settori su cui investire, Morgan Stanley vede bene quelli di inizio ciclo come i semiconduttori, l’hardware e i beni di consumo discrezionali, in quanto agevolati dalle iniezioni di liquidità che limitano il dollaro e abbassano i tassi reali. A livello territoriale, la scelta della banca cade soprattutto su Cina, Corea del Sud e Taiwan, diversamente da quanto sostiene Goldman Sachs che reputa queste aree vulnerabili allo stress del settore bancario statunitense.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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