Mutui: la Fed fa alzare i tassi ipotecari e calare la domanda
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Mutui: la Fed fa alzare i tassi ipotecari e calare la domanda

Mutui: la Fed fa alzare i tassi ipotecari e calare la domanda

L’aumento dei tassi d’interesse della Federal Reserve sta incidendo notevolmente sulla richiesta dei mutui da parte dei consumatori. L’indice destagionalizzato della Mortgage Bankers Association ha messo in luce come le domande di mutui siano scese dell’8,1% durante la scorsa settimana rispetto a quella precedente. Questo per effetto dell’aumento del tasso d’interesse medio dei contratti a scadenza trentennale, che è passato dal 4,27% al 4,50%.

Anche le richieste di rifinanziamento del mutuo per la casa hanno subito una sensibile discesa, esattamente del 14% in confronto alla settimana scorsa e del 54% se si fa il raffronto con lo stesso periodo del 2021. Inoltre, è diminuita la quota di rifinanziamento nell’arco di una settimana, dal 48,4% al 44,8%.

Per la verità questo non si è visto solo per effetto dell’aumento del costo del denaro da parte della Fed, ma anche perché la Banca Centrale USA ha ridotto gli acquisti dei mutui ipotecari con il tapering iniziato a novembre dello scorso anno.

 

Mutui: le conseguenze di tassi più alti

Le prospettive non sono delle migliori per il resto del 2022 riguardo i tassi ipotecari, che stanno reagendo molto rapidamente alle mosse della Fed. L’istituto centrale ha in programma di sferrare l’attacco frontale nei confronti dell’inflazione attraverso una griglia di ben 7 strette entro la fine dell’anno, compresa quella di 0,25 punti percentuali dell’ultima riunione del 15-16 marzo. Jerome Powell negli ultimi giorni ha rincarato la dose, affermando che la Banca Centrale potrebbe addirittura attuare rialzi di 50 punti base per volta se si dovesse presentare la necessità. È chiaro che molto dipenderà dall’andamento dell’inflazione e da come questa reagirà agli sviluppi in qualunque direzione della guerra Russia-Ucraina.

L’intenzione del Governatore però in tal senso non lascia supporre buone notizie per il mercato dei mutui. Il capo economista della Mortgage Bankers Association ha affermato che i tassi ipotecari sono previsti verso l’alto nel corso del 2022. Le ripercussioni sul mercato immobiliare potrebbero essere deleterie. Già le domande di mutuo per l’acquisto di una casa, in genere meno sensibili alle variazioni dei tassi settimanali, sono diminuite in una settimana del 2% e sono inferiori del 12% rispetto alla stessa settimana dello scorso anno.

Questo potrebbe esercitare pressioni sulla compravendita degli immobili, in un mercato che è già costoso per effetto del rincaro dei materiali di costruzione e per uno squilibrio tra la domanda e l’offerta. Gli economisti cominciano quindi a rivedere al ribasso le previsioni sulle vendite delle case per questo 2022, perché temono che le famiglie a basso reddito avranno meno accessibilità ai mutui, dal momento che il loro potere d’acquisto è impoverito dal carovita.

Le banche di conseguenza potrebbero andare in difficoltà. Le prospettive di rialzo dei tassi all’inizio dell’anno avevano dirottato gli investitori verso i titoli bancari a Wall Street, perché gli istituti di credito avrebbero aumentato i margini di profitto dall’intermediazione creditizia. La situazione adesso sembra essersi rovesciata, in quanto le sanzioni alle banche russe con l’estromissione da SWIFT rischiano di destabilizzare il sistema finanziario, così come l’esposizione di diverse banche occidentali nei confronti di Mosca. Adesso tassi più alti potrebbe sortire l’effetto contrario, attraverso un calo dei mutui che gli istituti concedono ai clienti, il cui reddito ora è eroso dall’inflazione.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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