L’azienda hi-tech Notarify, specializzata in blockchain e intelligenza artificiale, è la prima startup italiana selezionata per partecipare al programma Techstars + Cardano Founder Catalyst. L’edizione 2025 della prestigiosa e influente rete di accelerazione ha scelto 20 startup provenienti da 16 Paesi diversi che lavorano su Web3, blockchain, crypto e AI. Dal 2006, Techstars è un punto di riferimento per l’innovazione e le tecnologie trasformative.
L’acceleratore americano ha investito in aziende che hanno definito il settore crittografico e dell’AI, da Alloy e Chainalysis a DataRobot e Zipline. DigitalOcean, Remitly e SendGrid, passate per i programmi di Techstars, oggi sono diventate unicorni. Le aziende selezionate al Techstars + Cardano Founder Catalyst 2025 partecipano a masterclass, incontri e mentorship con esperti internazionali. I loro progetti vengono presentati in chiusura durante il Pitch Showcase finale.
In questo articolo:
- Cosa fa Notarify, la startup hi-tech tutta italiana
- La soluzione per la transizione digitale certificata
- Il fatturato e chi è il founder Federico Monti
Cosa fa Notarify, la startup hi-tech tutta italiana
Fondata nel 2018 a Rovereto e sviluppata in collaborazione con Seac e Confcommercio, Notarify sviluppa soluzioni per la certezza dei dati digitali tramite blockchain. La fintech si occupa in particolare di notarizzazione e automazione dei processi documentali: Notarify protegge dalla contraffazione di contratti e documenti aziendali, dal mancato rispetto degli accordi, dal furto di proprietà intellettuale con sistemi di intelligenza artificiale, di segreti e know-how commerciali, garantendo la certezza di documenti e contratti. Ogni file che passa nella sua infrastruttura diventa automaticamente un originale digitale, autenticato e con data certa, garantito da prove crittografiche immutabili.
La startup offre un file manager decentralizzato che trasforma ogni documento in un oggetto dotato di un certificato digitale unico, che in quanto tale non può essere falsificato, replicato e hackerato. Le operazioni vengono automatizzate senza la presenza di intermediari e registrate direttamente sulla blockchain: i clienti – che siano cittadini, imprese o pubbliche amministrazioni – hanno tutto sotto controllo con un singolo strumento semplificato, senza dover incrociare e-mail, archiviazioni cloud, firme elettroniche e certificazioni.
La soluzione per la transizione digitale certificata
Il funzionamento della piattaforma di Notarify è piuttosto semplice. L’utente seleziona il documento, lo trascina e rilascia nel cloud e ha il file sempre a disposizione. Il certificato di autenticità è con timestamp (la marcatura temporale) e la validazione avviene su sei blockchain: Bitcoin, Eos, Ethereum, Ton, Solana e Notarify, la blockchain ibrida dell’azienda. La condivisione dei documenti è sicura perché qualsiasi attività che viene svolta da terzi è certificata. L’intelligenza artificiale è sfruttata per fornire una firma elettronica video-biometrica, che confronta un documento d’identità caricato e il video registrato, diventando incorruttibile e non ripudiabile.
La startup prevede piani d’utilizzo sia mensili che annuali. Le tre offerte sono Personal per le persone fisiche, Professional per i professionisti e i team in crescita e Business Max per le Pmi e le aziende estese. Ad oggi Notarify conta oltre 6.500 clienti (di cui più di 100 enterprise in Europa), collabora con banche, università, industrie e aziende sanitarie, farmaceutiche, automobilistiche, agroalimentari, immobiliari ed energetiche e ha già eseguito oltre 10 milioni di notarizzazioni. Tra le ultime novità introdotte c’è la certificazione della catena di fornitura con l’emissione di passaporti digitali dei prodotti, sempre più richiesti e in alcuni casi diventati obbligatori come per le batterie dei veicoli elettrici e nel settore della moda.
Il fatturato e chi è il founder Federico Monti
Non ci sono informazioni pubbliche disponibili in merito al fatturato di Notarify, ma la tech company sta vivendo una fase di forte crescita e ha avviato importanti partnership strategiche, l’ultima in ordine di tempo con V-Valley, azienda informatica del gruppo Esprinet attiva nella distribuzione di advanced solutions. Inserita da Cnbc e Statista tra le migliori 250 aziende fintech al mondo nel 2024, Notarify ha la sua sede legale a Rovereto e quattro sedi operative a Milano, Lecce, Dubai e Singapore.
Il fondatore e amministratore delegato di Notarify è Federico Monti, milanese, appassionato di blockchain e criptovalute, metal ed elettronica, laureato in Giurisprudenza alla Statale e con un Mpa e un passato professionale da promotore finanziario. Prima di dedicarsi alla cybersecurity, ha fondato e guidato Bmanity (il primo franchising mondiale in Bitcoin Store), ha lanciato Zbx Italia e Nuit, la social community dei nuovi imprenditori italiani.
“Crediamo che la fiducia digitale debba essere sostituita dalla certezza matematica: in un mondo in cui l’intelligenza artificiale può falsificare qualsiasi cosa, dai documenti ai volti, servono tecnologie che rendano la manipolazione impossibile e la verifica dell’autenticità immediata e certa”, ha spiegato in merito alla mission di Notarify. “Siamo stati selezionati da Techstars e non da un programma qualsiasi, ma proprio da Techstars Usa, il programma per startup più esclusivo al mondo: siamo incredibilmente orgogliosi di rappresentare l’Italia in questa avventura”, ha aggiunto il Ceo sulla selezione al Cardano Founder Catalyst 2025.









