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Obbligazioni a breve scadenza: perché sono il rifugio migliore per la liquidità

L'immagine mostra quattro colonne ioniche con sullo sfondo un cielo azzurro

Meno conti di deposito, più obbligazioni a breve scadenza. È questa l’equazione vincente per gli investitori nel prossimo futuro. La riduzione dei tassi di interesse metterà fine alla primavera dei conti deposito su cui molte banche hanno puntato per attrarre liquidità. Il reddito fisso fino a tre anni, per contro, reagirà meno alla fine del percorso restrittivo di politica monetaria delle Banche centrali. Karen Wright e Michael Lake, strategist di Schroders specializzati nel reddito fisso, forniscono le ragioni che sostengono la strada alternativa del reddito fisso.

 

Obbligazioni a breve scadenza, 4 ragioni per investirvi

L’opportunità offerta oggi dal reddito fisso fino da 1 a 3 anni è, secondo Wright e Lake, “pluridecennale”. Il rialzo dei rendimenti che si è registrato nelle ultime settimane, in seguito ai dati economici forti arrivati dall’economia USA, ha reso ancora più appetibile la possibilità. Il rendimento non è comparabile con quello delle obbligazioni con scadenze più lunghe, ma quello che i due strategist di Schroders vogliono sottolineare è l’alternativa che questi titoli offrono in termini di gestione della liquidità: “A causa della loro minore sensibilità alle fluttuazioni dei tassi di interesse, tali obbligazioni tendono a essere meno volatili”. Secondo i due esperti sono 4 le ragioni che giustificano l’interesse per le obbligazioni con scadenza da 1 a 3 anni:

 

  1. Le valutazioni interessanti;
  2. Il contesto economico;
  3. I tassi sui depositi legati alla politica monetaria delle Banche centrali;
  4. Il cuscinetto protettivo fornito dalle cedole.

 

Il primo punto evidenziato da Wright e Lake è una conseguenza di quanto accaduto negli ultimi due anni . La politica monetaria restrittiva adottata dalle Banche centrali ha provocato un crollo dei prezzi obbligazionari e un aumento dei rendimenti, che si muovono in direzione opposta ai prezzi. Oggi gli investitori possono bloccare un rendimento elevato acquistando le obbligazioni a un prezzo basso. I due strategist di Schroders evidenziano come “l’indice Bloomberg Euro Aggregate 1–3 Year vanta rendimenti superiori alla mediana sia a 10 sia a 20 anni”.

Avendo bloccato un rendimento interessante acquistando a un buon prezzo, in un contesto economico favorevole si potrebbe beneficiare dell’aumento delle quotazioni delle obbligazioni. Lo scenario di base di Schroders è quello di “un atterraggio morbido” dell’economia, in cui le Banche centrali riescono a contenere l’inflazione. “Sussistono elevate aspettative che la Bce e altre Banche centrali inizino a tagliare i tassi di interesse nei prossimi mesi, man mano che le pressioni inflazionistiche si allenteranno. Una riduzione dei tassi determina di solito un aumento dei prezzi delle obbligazioni, per effetto della maggiore domanda di obbligazioni esistenti con cedole fisse più elevate che spinge in alto le quotazioni” spiegano Wright e Lake.

La domanda per le obbligazioni aumenterebbe inoltre come reazione alla discesa della remunerazione sui conti di deposito, strettamente correlata con le politiche monetarie della Banche centrali. Secondo i dati della BCE, il tasso medio sui depositi (rimborsabile con preavviso) è attualmente pari all’1,7%.

Il grafico mostra quanto rendono i conti deposito in confronto al livello dei tassi di interesse della Fed
Il rendimento dei conti deposito e i tassi di interesse Fed – Fonte: elaborazione Schroders su dati Bloomberg

Cosa succederebbe se i prezzi delle obbligazioni scendessero ancora

Le Banche centrali, in particolare la Federal Reserve e la BCE, abbasseranno i tassi di interesse nel 2024, prima o poi. È questo prima o poi che, allungandosi e restringendosi, sta muovendo i mercati finanziari. Nel corso dell’ultima settimana i dati economici provenienti dagli Stati Uniti e le dichiarazioni di alcuni banchieri centrali USA hanno ridotto le possibilità che il primo taglio dei tassi sui Fed funds arrivi in giugno. Alcuni analisti si sono spinti a ritenere che nel 2024 ci saranno solo due riduzioni, contro le tre previste fino alla settimana scorsa.

Questo cambiamento di sentiment ha provocato un aumento dei rendimenti sui mercati obbligazionari e un conseguente calo dei prezzi dei bond. Anche in questo caso, tuttavia, le obbligazioni rimangono vantaggiose secondo Wright e Lake. “Se i prezzi delle obbligazioni diminuiscono – spiegano – il che comporterebbe una perdita di capitale se il titolo venisse venduto, il reddito generato dall’obbligazione può compensare, in tutto o in parte, tale perdita. In altre parole, lo yield fornisce una difesa contro i cali di prezzo dell’obbligazione” Un “cuscinetto” particolarmente importante per gli investitori preoccupati dalle perdite di capitale.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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