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Obbligazioni francesi: ecco perché la BCE non attiverà il TPI

Obbligazioni francesi: ecco perché la BCE non attiverà il TPI

Negli ultimi giorni è stata avanzata l’ipotesi che la Banca centrale europea (BCE) potesse azionare il Transmission Protection Instrument (TPI) per arrestare la speculazione sulle obbligazioni francesi. Il TPI è uno strumento che comporta l’acquisto in quantità illimitate da parte dell’istituto monetario dei titoli di Stato di uno dei membri dell’Unione europea che si trovi in difficoltà sui mercati finanziari. Il meccanismo però viene attivato a condizione che il Paese rispetti alcuni parametri, tra cui le regole fiscali dell’Ue.

Secondo indiscrezioni, tuttavia, i responsabili politici della BCE non avrebbero alcuna intenzione di mettere sul tavolo gli acquisti di emergenza delle obbligazioni francesi. Il motivo è che ritengono i politici francesi i più indicati al momento a risolvere la questione rassicurando gli investitori attraverso una politica economica sensata.

Il mercato rimane tuttavia preoccupato per la decisione del presidente francese Emmanuel Macron di indire elezioni anticipate dopo la disfatta del suo partito al voto europeo. Ciò che si teme è che la conferma della crescita del partito euroscettico Rassemblement National di Marine Le Pen – dato nei sondaggi al 31% – complichi la situazione. Secondo gli esperti, un esecutivo presieduto da Le Pen finirebbe per prendere alcune decisioni in grado di “sfasciare” i conti del Paese. Tra queste: il taglio dell’età pensionabile, l’attuazione di una politica protezionistica, l’aumento di spesa pubblica e la riduzione dei prezzi energetici.

Qualcuno ha paragonato un eventuale governo Le Pen a quello in carica due anni fa in Gran Bretagna guidato Liz Truss. La premier fu costretta a dimettersi dopo soli 44 giorni a Downing Street a causa del terremoto nel mercato dei Gilt innescato da una serie di provvedimenti fiscali del suo governo. Alcuni giorni fa, il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire ha avvertito del pericolo di una crisi finanziaria se al voto del 30 giugno e del 7 luglio (ballottaggio) dovesse spuntarla l’estrema destra.

 

Obbligazioni francesi: BCE, nessun intervento

La scorsa settimana il rendimento dei titoli di Stato francesi a 10 anni è salito a oltre il 3,3%, con lo spread rispetto agli equivalenti Bund tedeschi arrivato al livello massimo dalla crisi del debito sovrano del 2011. Il governatore della BCE Christine Lagarde, in una dichiarazione venerdì ha detto che il TPI è solo una condizione alternativa. L’istituto monetario deve solo limitarsi a “tenere l’inflazione sotto controllo e tornare all’obiettivo”. Quindi, per il momento, non ci sono le condizioni affinché lo strumento di salvataggio sia messo in azione. In sostanza, dovrà essere la politica a fare in modo che non ce ne sia bisogno.

Un precedente indicativo potrebbe essere quello relativo all’avvento al governo italiano di Giorgia Meloni nel settembre del 2022. Anche allora i mercati prima del voto entrarono in agitazione sull’aspettativa che l’attuale presidente del Consiglio avrebbe preso misure contrarie alla stabilità. E anche allora si vociferò circa l’intervento della BCE con il TPI per riportare la calma. Tuttavia, una volta nominata presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha ammorbidito le posizioni espresse in campagna elettorale e i mercati si sono tranquillizzati.

La stessa situazione potrebbe verificarsi in Francia. Le Pen sta cercando un dialogo con Macron per costruire un modello che si allinei ai dettami dell’Ue senza trascurare quelli che sono i capisaldi del suo programma elettorale. Secondo gli opinionisti di mercato, se la leader del Rassemblement National riuscirà a creare un clima meno aggressivo, la minaccia di destabilizzazione del secondo Paese più importante dell’Europa rientrerà. Fino ad allora, probabilmente, bisognerà abituarsi a una volatilità sostenuta nei mercati obbligazionari.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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