Le obbligazioni sono sotto pressione in questo periodo, particolarmente in Europa e in Giappone. Nel Vecchio continente pesa lo scenario politico francese. La scorsa settimana è caduto il governo guidato da François Bayrou e il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha nominato Sébastien Lecornu alla guida dell’esecutivo.
Si tratta del quinto primo ministro negli ultimi due anni e il fatto che sia ancora una volta un esponente vicino al presidente non dà molte speranze di durata. Nel frattempo, Fitch ha tagliato il rating della Francia portandolo da AA- ad A+, sulle preoccupazioni politiche e del debito. Lo spread tra Oat a 10 anni e gli equivalenti Bund tedeschi è salito fino a 84 punti base recentemente, livello massimo da gennaio.
Quanto al Giappone, oltre al caos politico generato dalle dimissioni della scorsa settimana del primo ministro Shigeru Ishiba, c’è molta incertezza sul percorso che attuerà la Bank of Japan in tema di tassi di interesse. Venerdì 19 settembre ci sarà la decisione, ma le aspettative sono che l’autorità monetaria tenga fermo il costo del denaro allo 0,50%. Nel contempo, è aperto il dibattito se prima della chiusura dell’anno arrivi o meno un aumento dei tassi di riferimento. In questo articolo:
- Obbligazioni, Goldman Sachs: attenzione alle scadenze a 5 anni
- Giappone e Germania indietro rispetto agli altri
Obbligazioni, Goldman Sachs: attenzione alle scadenze a 5 anni
Gli strategist di Goldman Sachs avvertono i trader obbligazionari che turbolenze sui titoli di Stato potrebbero arrivare sulle scadenze a cinque anni, con riferimento in particolare al Giappone e alla Germania.
Secondo gli esperti della banca statunitense, i bond a più breve scadenza sono maggiormente influenzati dalle aspettative di politica monetaria, mentre quelli decennali sono più sensibili a inflazione e deficit. “I titoli a cinque anni giapponesi sono particolarmente vulnerabili” in quanto il Sol Levante “si sta dirigendo verso un ciclo di inasprimento più sostenibile”, hanno scritto gli strateghi George Cole e William Marshalll in una nota. Quanto alla Germania, i Bund alla stessa scadenza rischiano di essere sotto pressione perché la Banca centrale europea potrebbe aver finito il ciclo dei tagli, mentre “le prospettive economiche tedesche stanno migliorando” favorendo le scadenze più lunghe.
Giappone e Germania indietro rispetto agli altri
Secondo un’analisi condotta da Bloomberg, quest’anno Giappone e Germania sono rimasti indietro sul fronte obbligazionario rispetto ad altri mercati sviluppati, con molte obbligazioni di lungo periodo vendute a causa dei timori di disavanzo fiscale. Rispetto al picco di marzo, ad esempio, i rendimenti dei Bund a 5 anni sono scivolati di oltre 30 punti base, a fronte di un calo di un quarto di punto per i decennali.
Ora però si sta verificando un cambiamento secondo cui un miglioramento economico e una politica monetaria più restrittiva in Giappone e in Europa potrebbero impattare negativamente sulle scadenze più brevi. “Sebbene la pressione di vendita possa rimanere in Germania e Giappone, ci aspettiamo una migrazione di tale pressione ribassista dal lungo verso il ventre delle curve dei rendimenti, con una sottoperformance dei titoli a cinque anni”, hanno affermato gli strateghi di Goldman Sachs.









