Obbligazioni ipotecarie: in USA crollo dei rendimenti come nel 2013

Negli Stati Uniti è allarme obbligazioni ipotecarie. Quest’anno il mercato che vale circa 7.200 miliardi di dollari ha ottenuto un rendimento medio netto di meno 0,7%, un livello che non si vedeva dal 2013, quando Ben Bernanke annunciò una stretta monetaria sul Quantitative Easing in corso in quel periodo. Recentemente la situazione si è esacerbata con il rialzo dei Treasury Bond oltre la soglia dell’1,5% che ha fatto scendere il prezzo dei bond sul mercato. Un dato preoccupante arriva ad esempio dalle obbligazioni investment grade che a settembre sono scivolate, eliminando i precedenti guadagni e offrendo un rendimento da inizio anno di poco più dell’1%.

 

Obbligazioni ipotecarie: la Fed dietro le vendite

Cosa abbia determinato la crisi delle obbligazioni ipotecarie ha un solo nome: tapering. Da quando Jerome Powell ha annunciato che la Federal Reserve avrebbe ridotto il piano di acquisti mensili di 40 miliardi di bond ipotecari e di 80 miliardi di titoli pubblici, si è creato lo scompiglio nei mercati del debito. Gli investitori hanno cominciato a fuggire dalle obbligazioni, facendone diminuire il prezzo e salire i rendimenti dei bond in circolazione per i nuovi acquirenti. Ovviamente chi invece aveva in portafoglio i titoli ha visto un crollo delle performance del proprio investimento. 

Tutto quanto si inserisce in un contesto in cui il mercato ha manifestato una certa volatilità durante l’anno in corso. La comunicazione della Fed probabilmente ha evitato che le oscillazioni fossero più violente, perché ha trasmesso sempre il messaggio che avrebbe dato la priorità alla crescita economica e soprattutto all’occupazione, tenendo a bagnomaria un’inflazione che giudicava temporanea. 

Anche adesso che la stretta monetaria è diventata una cosa inevitabile per impedire alla crescita dei prezzi di fare troppi danni, la Banca Centrale a stelle e strisce non ha messo in secondo piano i risvolti che la mossa potrà avere sul fronte occupazionale. I dati dello scorso venerdì sulla forza lavoro statunitense non sono molto confortanti al riguardo, per questo è possibile che il tapering sarà molto graduale e spalmato nel tempo.

 

T-Note USA: il riflesso sui mutui del rialzo dei tassi

Il rialzo dei rendimenti dei T-Note USA ha comunque inciso non poco sul modus operandi da parte dei proprietari delle case che hanno acquistato il mutuo. Quando i tassi erano ai minimi storici, molti hanno chiuso anticipatamente il finanziamento in corso e rinegoziato tutto a interessi più bassi. Adesso che i rendimenti sono saliti, i pagamenti anzitempo dei mutui hanno visto una drastica riduzione, spingendo al di là nel tempo le aspettative del rimborso del proprio debito. 

Questo ha un effetto negativo sulle obbligazioni a bassa cedola sul mercato, perché i debiti di nuova emissione promettono un rendimento superiore agli investitori, di conseguenza i prezzi di quelle obbligazioni sono destinati inevitabilmente a diminuire. C’è infine da notare che se lo spread tra rendimento dei Treasury Bond e quello delle obbligazioni societarie è aumentato, la differenza tra il rendimento dei titoli di Stato e dei mutui è diminuita. Non proprio un segnale rassicurante.