Obbligazioni russe: due banche USA fanno incetta di bond, ecco chi sono
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Obbligazioni russe: due banche USA fanno incetta di bond, ecco chi sono

Obbligazioni russe: due banche USA fanno incetta di bond, ecco chi sono

Due grandi banche d’affari statunitensi stanno caricando obbligazioni russe approfittando del prezzo ormai ridotto a pochi spiccioli. Si tratta di JP Morgan e Goldman Sachs, che cercano si soddisfare la richiesta degli hedge fund specializzati nell’acquisto del debito a basso costo. Puntare su titoli in sofferenza comprando a prezzo stracciato è un modus operandi a Wall Street, ma stavolta l’operazione comporta rischi esorbitanti in una situazione di guerra Russia-Ucraina.

L’occidente sta imponendo sanzioni durissime alle società russe cercando di isolare il Paese dal sistema finanziario globale. Le obbligazioni russe rischiano fortemente di essere estromesse dai principali indici mondiali, dopo che MSCI e FTSE Russell hanno già eliminato le azioni. Per alcuni, comprare adesso queste tipologie di titoli non solo significa azzardare oltremisura, ma comporta anche un risvolto dal punto di vista reputazionale per gli investitori. Tuttavia, le sanzioni nei confronti della Russia non hanno toccato il trading di tali asset e pertanto ancora vi è la possibilità di comprarli liberamente sul mercato.

 

Obbligazioni russe: cosa comprano le 2 banche americane

Le due banche americane hanno rifiutato di commentare, ma sembra che Goldman Sachs abbia acquistato obbligazioni di società come Evraz, Gazprom e Russian Railways in scadenza a 2 anni e abbia fatto offerte per alcuni titoli di Stato russi. JP Morgan invece stava comunicando ai propri clienti di aver scambiato 200 milioni di dollari di debito russo e ucraino, anche con clienti che cercavano di uscire dalle loro posizioni.


Molti altri gestori di fondi e banche invece continuano a mantenere una certa cautela astenendosi da transazioni che potrebbero portare ad avere in portafoglio titoli non più scambiabili se si dovesse attuare un altro probabile round di sanzioni. Nella giornata di ieri il debito russo è stato declassato da S&P Global Ratings a CCC-, appena 3 livelli sopra il default. Il downgrade si aggiunge a quello dei giorni scorsi delle altre 2 principali agenzie di rating, Moody’s e Fitch, che hanno confinato le obbligazioni russe al livello spazzatura.

Anche il mercato del credit default swap viene percepito come poco sicuro. In questo momento vi sono contratti per 41 miliardi di dollari che assicurano contro il default del debito russo e, in base ai dati di ICE Data Services, i CDS hanno segnalato questa settimana una probabilità del 65% di insolvenza entro 5 anni e del 40% entro un anno. Ma questi contratti potrebbero avere valore in caso vi fossero altre misure restrittive? Secondo Sally Greig, un gestore finanziario presso Baillie Gifford a Edimburgo, un numero sempre più alto di istituzioni si sta allontanando dalla Russia per via dei rischi reputazionali e delle reali difficoltà nell’esecuzione delle operazioni. A suo giudizio questa non è la classica situazione di stress, ma è molto altro.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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