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Obbligazioni transizione e crescita: ecco tutto quello da sapere sul bond 2028 di ENI

Obbligazioni transizione e crescita: ecco tutto quello da sapere sul bond 2028 di ENI

Le obbligazioni transizione e crescita di ENI hanno avuto un’accoglienza decisamente positiva tra gli investitori. Dopo un solo giorno dall’avvio del collocamento, il 16 gennaio scorso, il gruppo petrolifero ha comunicato un livello di adesione superiore a un miliardo di euro. Pertanto, in accordo con Intesa Sanpaolo e Unicredit, responsabili del collocamento, ENI ha deciso di emettere le obbligazioni transizione e crescita fino al valore nominale complessivo massimo previsto, ossia 2 miliardi di euro.

Il ritorno del Cane a sei zampe sul mercato retail dei bond in chiave green dopo quasi 12 anni è stato approvato dal Consiglio di amministrazione lo scorso 27 ottobre 2022. Si tratta di un passo molto importante, sia per l’azienda, in quanto l’operazione si inquadra in un ambito di transizione del business verso forme di energia pulita, ma anche perché potrebbe inaugurare una serie di emissioni, con le banche molto propense a spingere gli investitori verso questa tipologia di bond.

Il 2022 è stato un anno molto difficile per le obbligazioni sostenibili, a causa degli shock energetici e delle tensioni geopolitiche. A un certo punto si è arrivati a pensare che il passaggio verso strumenti green nell’ambito della transizione energetica dovesse rimanere a riposo per diversi anni. I bond emessi sul mercato hanno raggiunto lo scorso anno una quota di 700 miliardi di dollari, al di sotto dei 950 miliardi del 2021, secondo i dati raccolti da Carmignac. Le obbligazioni sostenibili comprendono quattro tipologie di strumenti:

 

  • green bonds,
  • sustainability,
  • sustainability-linked bonds,
  • social bonds.

 

Per il 2023 le aspettative sono cresciute, una volta che il mercato ha metabolizzato gli effetti nefasti accaduti nel 2022 e ora le emissioni potrebbero arrivare a 900 miliardi l’anno secondo gli esperti.

 

 

Obbligazioni transizione e crescita: l’offerta di ENI

Le obbligazioni transizione e crescita di ENI sono denominate ENI Sustainability-linked 2023/2028, con la CONSOB che ha approvato il prospetto informativo dell’offerta pubblica di sottoscrizione e ammissione a quotazione sul MOT. Il bond avrà una durata di 5 anni e un valore complessivo di 1 miliardo di euro.

A meno che il book del bond non venga chiuso in anticipo per il raggiungimento dei target, l’adesione degli investitori può essere effettuata a partire dal 16 gennaio fino al prossimo 3 febbraio, con diverse modalità:

 

  • online fino al 20 gennaio;
  • con offerta fuori sede fino al 27 gennaio;
  • recandosi in filiale fino al 3 febbraio.

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Il lotto minimo che è possibile acquistare è di 2.000 euro, con un taglio di 1.000 euro. Quindi, ogni persona deve acquistare minimo 2 obbligazioni e incrementare per almeno 1 obbligazione. Non ci sarà alcuna spesa o commissione di sottoscrizione e il rendimento offerto sarà da considerare al lordo dell’applicazione dell’aliquota d’imposta. Su questo tipo di obbligazioni la tassazione delle cedole e del capital gain è del 26%.

 

Obbligazioni transizione e crescita ENI: tutte le caratteristiche

Le obbligazioni transizione e crescita ENI vengono emesse alla pari, quindi a un valore uguale a quello nominale. La decorrenza dei titoli parte dal 10 febbraio 2023 e il rimborso del capitale avverrà il 10 febbraio 2028. La cedola sarà annuale e verrà pagata in via posticipata a un tasso d’interesse nominale annuo lordo che sarà determinato e comunicato entro 5 giorni lavorativi dalla conclusione del periodo di offerta. Ad ogni modo, il tasso minimo fissato è pari al 4,30%.

L’aspetto molto importante è che l’ultima cedola che sarà pagata il 10 febbraio 2028 è collegata al raggiungimento dei target di sostenibilità dell’azienda, quali:

 

  • riduzione delle emissioni nette di gas serra (Scope 1 e Scope 2) associate alle operazioni del business Upstream, con l’indicatore Net Carbon Footprint Upstream che deve raggiungere un valore massimo di 5,2 MtCO2eq al 31 dicembre 2025;
  • incremento della capacità installata per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, fino a raggiungere un valore pari o superiore a 5 GW al 31 dicembre 2025.

 

Il tasso nominale rimarrà invariato fino alla scadenza delle obbligazioni e, in caso di mancato raggiungimento anche di uno solo dei due obiettivi, sarà incrementato dello 0,5%.

L’aspetto della sostenibilità e crescita è quindi estremamente forte nella scelta adottata da ENI, come rileva anche l’amministratore delegato Claudio Descalzi. “Vogliamo offrire al pubblico italiano uno strumento di risparmio solido, che possa renderlo partecipe del nostro cammino verso un’energia completamente decarbonizzata, tecnologicamente avanzata e diversificata, e dell’ulteriore consolidamento della nostra capacità determinante di garantire la sicurezza energetica al Paese”, ha detto il CEO aziendale.

 

Obbligazioni transizione e crescita ENI: chi può comprarle

Le obbligazioni sostenibili di ENI in Italia possono essere acquistate indistintamente da tutti i soggetti residenti, eccezion fatta per gli investitori qualificati ai sensi dell’articolo 34-ter, comma 1, lett. (b), del Regolamento Emittenti. Tra questi però possono aderire all’offerta:

 

  • le persone fisiche di cui al numero II dell’Allegato 3 del Regolamento Consob n. 20307/2018 e sue successive modifiche ed integrazioni;
  • le società di gestione autorizzate alla prestazione del servizio di gestione su base individuale di portafogli di investimento per conto terzi;
  • gli intermediari autorizzati abilitati alla gestione dei portafogli individuali per conto terzi;
  • le società fiduciarie che prestano servizi di gestione di portafogli di investimento, anche mediante intestazione fiduciaria, di cui all’articolo 60, comma 4, del D. Lgs. 23 luglio 1996 n. 415, esclusivamente per conto dei loro clienti, indicando sul modulo di adesione il solo codice fiscale del cliente.

 

Non possono comprare le obbligazioni gli investitori di Stati Uniti, Canada, Giappone Australia e di qualunque altro paese in cui non vi è autorizzazione da parte delle autorità competenti.

Chi sono i collocatori dell’offerta

Gli intermediari che si occupano dell’offerta fanno parte di un consorzio di collocamento e garanzia coordinato e diretto da Intesa Sanpaolo e UniCredit, e del quale fanno parte Banca Akros, Banco BPM, BNP Paribas, BPER Banca S.p.A. e Crédit Agricole CIB, nonché altre banche, società di intermediazione mobiliare e altri intermediari autorizzati.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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