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Oro: la Cina frena gli acquisti, i prezzi crollano

Oro: la Cina frena gli acquisti, i prezzi crollano

I prezzi dell’oro sono in discesa di oltre due punti percentuali nel mercato delle materie prime nell’ultima seduta della settimana. Le vendite sono iniziate dopo che la People’s Bank of China ha rilasciato i dati sugli acquisti effettuati nel mese di maggio. La Banca centrale cinese ha lasciato invariata la quantità di oro detenuta a 72,80 milioni di once, interrompendo un periodo di 18 mesi consecutivi di acquisti netti. Il valore delle riserve auree è salito a 170,96 miliardi di dollari rispetto ai 167,96 miliardi di dollari di aprile mentre le riserve valutarie sono passate da 3.200,8 miliardi di dollari di fine a aprile a 3.232 miliardi di dollari di fine maggio.

La PBoC è la Banca centrale che ha acquistato la maggiore quantità di lingotti negli ultimi anni, dando un contributo decisivo all’aggiornamento costante dei massimi storici delle quotazioni del metallo prezioso. Secondo i dati del World Gold Council, l’istituto monetario cinese ha effettuato lo scorso anno acquisti netti per 7,23 milioni di once. Tuttavia, negli ultimi mesi il trend è rallentato via via che i prezzi dell’oro hanno macinato record storici: a febbraio gli acquisti sono risultati di 390 mila once, a marzo di 160 mila once e ad aprile di appena 60 mila once. “La Cina non ha ancora smesso di acquistare oro, ma la pausa evidenzia anche che si tratta di esseri umani che non vogliono effettuare acquisti a prezzi record” ha spiegato Ole Hansen, responsabile della strategia sulle materie prime di Saxo Bank.

 

Oro: cosa aspettarsi sui prezzi dopo la frenata PBoC?

Da settembre 2022 l’oro ha intrapreso un rally dirompente, passando da un minimo di 1.622 dollari l’oncia a un massimo storico di 2.464 dollari il mese scorso. La straripante ascesa non è stata determinata soltanto dagli acquisti imponenti delle Banche centrali, ma anche dall’esigenza degli investitori di rifugiarsi in un porto sicuro a fronte delle tensioni globali e al rallentamento dell’economia. Negli ultimi mesi il metallo prezioso ha tratto forza anche dall’aspettativa di un taglio dei tassi di interesse da parte delle Banche centrali. La riduzione  abbassa il rendimento sul mercato di altri beni rifugio concorrenti come i titoli di Stato USA e il dollaro americano. Infatti, essendo l’oro un’attività non redditizia il costo opportunità della sua detenzione diminuisce quando i rendimenti sono più bassi.

Cosa aspettarsi ora dopo la frenata degli acquisti della PBoC? Secondo Hansen, attualmente “l’oro sta ancora consolidando e questa notizia probabilmente prolungherà la fase di consolidamento”. Tuttavia, nel complesso “la prospettiva rialzista a lungo termine non è cambiata” ha aggiunto. Nicholas Frappell, responsabile a livello globale dei mercati istituzionali dell’australiana ABC Refinery, uno dei principali raffinatori di metalli preziosi a livello mondiale, non si mostra sorpreso, anche e soprattutto in considerazione dell’aumento dei prezzi dell’oro che ne rende meno convenienti gli acquisti. “Sarebbe sorprendente se l’annuncio della PBoC rappresentasse qualcosa di diverso da una pausa nella tendenza generale di continua domanda” ha detto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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