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Outlook 2023: recessione in arrivo, ma prospettive non tutte cupe

Outlook 2023: recessione in arrivo, ma prospettive non tutte cupe

Nel 2022 gli investitori sono stati colti di sorpresa, con un’inflazione che è salita oltre il previsto e la Federal Reserve che ha dovuto attuare una sfilza di strette sui tassi d’interesse che ha atterrato le quotazioni in Borsa; l’outlook 2023 potrebbe riservare uno scenario in cui si ha una convivenza tra prezzi al consumo alti e una Fed aggressiva. La differenza rispetto a quest’anno potrebbe stare nel fatto che il mercato avrà già assorbito tutto.

La gran parte degli economisti è convinta che la politica monetaria restrittiva della Banca centrale americana condurrà l’economia statunitense verso una lieve recessione nella seconda parte del prossimo anno, nel tentativo di raffreddare il mercato del lavoro e l’inflazione. Tuttavia, è probabile che il carovita rimanga relativamente alto, o comunque sopra l’obiettivo di lungo periodo del 2% dell’istituto centrale. Ciò significa che il costo del denaro sarebbe mantenuto a livelli elevati almeno fino alla fine dell’anno.

I funzionari della Fed aspetteranno di muoversi in senso accomodante quando saranno convinti non solo che la crescita dei prezzi stia rallentando, ma che si stia tornando verso il target fissato dall’autorità monetaria. “Il ciclo di stretta monetaria più aggressivo dal 1980 lascerà un’impronta visibile sull’economia nel 2023”, ha scritto Seema Shah, chief global strategist di Principal Asset Management. “Sfortunatamente, il sollievo da parte della Fed non arriverà e una probabile recessione prenderà forma”, ha aggiunto.

 

Outlook 2023: alcuni spunti positivi

In questo scenario un po’ cupo, gli economisti riescono a trovare alcuni spunti positivi riguardo l’outlook 2023. L’aumento della disoccupazione, atteso in seguito alle misure restrittive della Fed e della contrazione economica che costringerà le aziende a tagliare i costi del personale, potrebbero orientare le aziende a investire maggiormente nell’automazione e nella tecnologia. Tra l’altro, è probabile che sarà dedicata maggiore attenzione alle strutture di semiconduttori con sede negli Stati Uniti, sganciandosi dalla dipendenza di Pechino, e alla riduzione dei vincoli alla catena di approvvigionamento.

L’Amministrazione Biden lavorerà per attuare il CHIPS Act recentemente approvato, che stanzia quasi 300 miliardi di dollari per aumentare la produzione nazionale di semiconduttori e avviare la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale. Secondo Joe Brusuelas, capo economista della società di consulenza economica RSM US, quello che sta per arrivare sarà un anno di transizione, dove si materializzerà parecchio dolore per effetto dell’aumento del tasso di disoccupazione, ma è allora che “le aziende correranno rischi intelligenti per entrare prima in un ciclo di recupero e poi di espansione”.

Ad ogni modo, non tutti gli economisti danno per scontato l’arrivo di una recessione. Ad esempio Goldman Sachs la reputa improbabile, in quanto si aspetta che la domanda dei consumatori rimanga resiliente, mentre gli analisti di Citigroup ritengono che i consumi saranno forti almeno fino alla prima parte del 2023.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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