Le quotazioni del petrolio sono in pesante ribasso, con il Brent e il West Texas Intermediate che perdono oltre 2 punti percentuali. A guidare le vendite degli investitori, le aspettative di un accordo tra Stati Uniti e Iran sul nucleare. Il presidente Usa Donald Trump ha affermato che le parti sono vicine a un compromesso, “per una pace a lungo termine”. Da un decennio, la tematica delle attività nucleari di Teheran è al centro delle preoccupazioni internazionali. L’Iran aveva firmato un patto con cui limitava le sue attività in queto campo, in cambio di un alleggerimento delle sanzioni, ma nel 2018 Trump si ritirò dall’accordo ritenendolo insufficiente a garantire la sicurezza. Di conseguenza, le attività iraniane sono riprese così come le sanzioni.
La prospettiva di un nuovo accordo potrebbe avere implicazioni profonde per i mercati petroliferi. “Se si raggiungesse un accordo, l’Iran accetterebbe di interrompere l’arricchimento dell’uranio per uso militare, cosa difficile da credere” ha dichiarato Tamas Varga, analista di PVM. “Le esportazioni di greggio della Repubblica islamica potrebbero aumentare fino a 1 milione di barili al giorno“. Inevitabilmente i prezzi dell’oro nero verrebbero messi sotto pressione. Tuttavia, Varga ritiene che “l’impatto sarà probabilmente mitigato dal fatto che l’Opec+ possa ritirare il piano di rilasciare i barili di petrolio sul mercato più velocemente di quanto originariamente previsto”. L’alleanza dei Paesi produttori ed esportatori ha aumentato l’output negli ultimi mesi, concordando di incrementare la produzione a giugno di altri 411 mila barili al giorno, come nel mese maggio.
Petrolio: per l’Aie ci sarà un surplus di offerta
Le prospettive per il petrolio non sono entusiasmanti, secondo l’Agenzia internazionale per l’energia. Nel suo rapporto diffuso oggi, l’organizzazione intergovernativa sull’energia ha affermato che la domanda globale di greggio aumenterà più lentamente per il resto del 2025 per effetto di alcuni venti contrari economici e delle vendite record di auto elettriche. Quindi, con l’aumento dell’offerta da parte dell’Opec+, il mercato risulterà in surplus di produzione. Tutto ciò, insieme alle tensioni commerciali, sta influenzando la produzione di scisto statunitense, frenando al contempo le entrate petrolifere russe, ha sottolineato l’agenzia.
In termini numerici, l’Aie prevede una crescita della domanda a 650 mila barili giornalieri per il resto dell’anno rispetto ai 990 mila del primo trimestre. La domanda totale di petrolio sarà in media di 103,90 milioni di barili giornalieri nel 2025, in rialzo rispetto alla stima di 103,54 milioni di barili giornalieri del mese scorso. Per quanto riguarda l’offerta, l’Aie ha aumentato le stime per il 2025 di 380 mila barili a 1,6 milioni di barili giornalieri, grazie all’aspettativa di una maggiore produzione dall’Arabia Saudita. “Il surplus del mercato petrolifero potrebbe vedere i livelli globali di stoccaggio del petrolio aumentare di circa 720 mila barili al giorno quest’anno”, ha detto l’Agenzia, dopo che le scorte sono diminuite in media di 140 mila barili al giorno l’anno scorso. Tenuto conto dei cambiamenti, il surplus nel 2025 sarà leggermente maggiore rispetto ai 710 mila barili giornalieri previsti il mese scorso.









