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Petrolio: Banca Mondiale, prezzi fino a 157 dollari con la guerra Hamas-Israele

Petrolio: Banca Mondiale, prezzi fino a 157 dollari con la guerra Hamas-Israele

Una escalation della guerra in Medio Oriente potrebbe far arrivare le quotazioni del petrolio fino a 102 dollari al barile, secondo la Banca Mondiale. In un rapporto pubblicato oggi, l’istituto sovranazionale ha affermato che l’allargamento conflitto è in grado di rimuovere tra i 500 mila e i 2 milioni di barili al giorno dai mercati globali, provocando un balzo dei prezzi in una forchetta tra i 93 e i 102 dollari. Questo in uno scenario base di inasprimento del conflitto, ma la Banca Mondiale mette in guardia contro altri due scenari.

Il primo riguarda una riduzione dell’approvvigionamento da 3 a 5 milioni di barili al giorno, evento che porterebbe i prezzi del greggio fino a 121 dollari. Il secondo, lo scenario più grave, prende in considerazione un blocco da 6 a 8 milioni di barili. In questo caso le quotazioni dell’oro nero che salirebbero fino a 157 dollari. Livelli che riporterebbero alla memoria il grande shock petrolifero del 1973, quando i paesi arabi imposero l’embargo all’occidente per essersi schierato a favore di Israele nella guerra contro Siria ed Egitto.

 

Cosa significherebbe un altro shock petrolifero

Dopo la grande crisi energetica del 2022 causata dalla guerra Russia-Ucraina, uno shock petrolifero oggi potrebbe amplificare gli effetti dirompenti di quella crisi che “persistono ancora oggi” nell’economia globale, ha detto la Banca Mondiale. “Se il conflitto tra Israele e Hamas dovesse intensificarsi, l’economia mondiale si troverebbe ad affrontare per la prima volta dopo decenni un duplice shock energetico” ha dichiarato Indermit Gill, capo economista della Banca Mondiale.

Secondo il suo vice, Ayhan Kose, a essere colpiti dall’aumento dei prezzi del petrolio sarebbero i prodotti alimentari attraverso “l’inflazione che è già elevata in molti paesi in via di sviluppo a causa della guerra in Ucraina”. A suo avviso, comunque, “un’escalation dell’ultimo conflitto intensificherebbe l’insicurezza alimentare in tutto il mondo”.

 

Petrolio: per la Banca Mondiale l’economia è in grado di assorbire gli shock

Nel mercato delle materie prime oggi i prezzi del petrolio sono in discesa. Ciò conferma come finora la guerra tra Israele e Hamas non abbia avuto un impatto forte sulle quotazioni del greggio, nonostante il conflitto si stia facendo più cruento e pericoloso con l’ingresso nella striscia di Gaza delle truppe israeliane. La Banca Mondiale scrive che gli effetti contenuti “potrebbero riflettere la migliore capacità dell’economia globale di assorbire gli shock dei prezzi del petrolio”.

L’ultima crisi energetica in effetti ha portato molti paesi a rafforzare le loro difese contro la volatilità dei prezzi riducendo la dipendenza dal greggio. Esattamente come avvenne dopo gli shock degli anni ’70 le nazioni hanno cercato di puntare su fonti di energia alternativa e di riempire le riserve strategiche di petrolio. Questo  le ha messe parzialmente al riparo dal rischio di black-out delle forniture. La Banca Mondiale ritiene che nel trimestre in corso il petrolio dovrebbe raggiungere una quotazione media di 90 dollari al barile. Per il 2024, invece, l’istituto stima una discesa verso 81 dollari per effetto del rallentamento della crescita mondiale.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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