Petrolio: Goldman Sachs vede Brent a 93 dollari nel 2024, ecco perché - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Petrolio: Goldman Sachs vede Brent a 93 dollari nel 2024, ecco perché

Petrolio: Goldman Sachs vede Brent a 93 dollari nel 2024, ecco perché

Il petrolio registrerà un aumento della domanda nei prossimi mesi secondo Goldman Sachs che ha rivisto al rialzo le sue stime rispetto a qualche mese fa. In particolare, gli analisti di Goldman ritengono che la domanda globale di greggio sia arrivata al massimo storico di 102,8 milioni di barili giornalieri nel mese di luglio. Come conseguenza, nella seconda metà del 2023 dovrebbe esserci un deficit di offerta di 1,8 milioni di barili al giorno, mentre nel 2024 lo sbilancio dovrebbe ridursi a 600 mila barili al giorno.

Rispetto ai mesi passati la revisione al rialzo della domanda effettuata dagli esperti di Goldman Sachs è di 550.000 barili al giorno mentre la previsione di offerta è stata incrementata solo di 175.000 barili. Sulla base di queste premesse la banca USA  prevede che quest’anno il prezzo del Brent arrivi a 86 dollari al barile, mentre nei prossimi 12 mesi dovrebbe raggiungere i 93 dollari al barile, il che significa un rialzo di oltre il 10% dalle quotazioni attuali.

 

Petrolio: Goldman Sachs, 2 ragioni per l’aumento dei prezzi

Goldman Sachs vede due ragioni per l’aumento della domanda e quindi del prezzo del petrolio. In primo luogo il ridotto rischio di recessione. Da oltre un anno si pronostica di una recessione globale causata dal rialzo dei tassi d’interesse operato dalle banche centrali per combattere l’inflazione. Finora però i dati hanno mostrato economie resilienti, in particolare gli Stati Uniti dove il mercato del lavoro continua a rimanere forte. Ciò ha portato molti osservatori di mercato, tra cui proprio Goldman Sachs, a ridurre le probabilità che possa configurarsi una contrazione economica.

La seconda motivazione sta nello sforzo dell’OPEC di sostenere i prezzi del greggio. L’Arabia Saudita ha effettuato un taglio extra dell’offerta di 1 milione di barili al giorno scatenando molte polemiche in Occidente, alle prese con i rincari energetici. Secondo Goldman Sachs questa situazione durerà fino a settembre, per poi materializzarsi in un taglio dell’offerta della metà nel mese di ottobre.

Tuttavia, la banca ritiene che ci saranno alcuni fattori che limiteranno il rialzo dei prezzi come “il significativo aumento della capacità inutilizzata dell’OPEC nell’ultimo anno, il ritorno alla crescita dei progetti offshore internazionali e il calo dei costi di produzione petrolifera degli Stati Uniti”.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *