Petrolio russo: per S&P l'Asia sarà il canale predefinito - Borsa e Finanza

Petrolio russo: per S&P l’Asia sarà il canale predefinito

Petrolio russo: per S&P l'Asia sarà il canale predefinito

Dove andrà a finire il petrolio russo che non viene venduto in Occidente? Questa è una domanda chiave per capire i risvolti geopolitici delle sanzioni che gli alleati del patto atlantico stanno imponendo alla Russia. Gli Stati Uniti hanno messo l’embargo al greggio che arriva da Mosca, la Gran Bretagna ha pianificato di fare lo stesso, mentre l’Europa per ora resiste alle pressioni esterne per non arrivare a misure estreme. Tuttavia, Bruxelles ha in serbo di bandire le forniture di Putin se la guerra Russia-Ucraina dovesse esacerbarsi e nel tempo non vi saranno progressi nei negoziati di pace.

A questo punto la risposta alla domanda sarebbe quasi scontata: l’Asia diventerà il mercato predefinito per il petrolio russo. Così sostiene Dan Yergin, Vicepresidente di S&P Global. A suo avviso Cina e India sono le più serie candidate a colmare il vuoto che lascerebbe il Vecchio Continente, non solo perché il greggio russo sarebbe a buon mercato, ma anche per via dei legami stretti che i Governi hanno con Mosca.

Yergin sottolinea che, anche se ancora non c’è un embargo vero e proprio, molti operatori nel settore hanno stabilito una sorta di auto-sanzioni, con compagnie che rifiutano le forniture, le banche che non concedono credito e trasportatori che non si fanno vedere. Questo ha ridimensionato il ruolo della Russia come potenza energetica.

 

Petrolio russo: ecco perché per l’India è importante

Ancora oggi il petrolio russo è il secondo più esportato al mondo, dopo quello dell’Arabia Saudita. Tuttavia, dall’inizio del mese di marzo l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha rilevato che i prezzi sono molto scontati, anche di 25-30 dollari al barile. Viceversa si sono impennate le quotazioni del greggio degli altri Paesi, a livelli che non si vedevano da più di un decennio.

Questo ha un effetto di importanza cruciale per un Paese come l’India, che importa l’85% di oro nero. Nuova Delhi di norma ottiene la materia prima dagli Stati arabi come Iraq, Arabia Saudita ed Emirati, nonché dalla Nigeria. In questo momento però i prezzi troppo alti rischiano di creare un vero shock per l’economia indiana, sostiene Yergin. Per questa ragione il Governo indiano sta trattando con Putin per ottenere una maggiore quantità di petrolio russo con uno sconto importante.

Tutto questo però rischia di innescare la reazione furiosa da parte dell’Occidente, in particolare degli Stati Uniti che potrebbe inserire anche l’India nel calderone delle sanzioni. In definitiva le Autorità del Paese dovranno bilanciare attentamente la situazione, perché oggi appoggiare Putin consentendogli di finanziare una guerra cruenta potrebbe spianare la strada al proprio isolamento economico e finanziario.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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