Piazza Affari, ancora una chiusura da record. Spread stabile

PIAZZA AFFARI, ANCORA UNA CHIUSURA DA RECORD

piazza affari

L’euforia in Europa e i rialzi del settore auto spingono Piazza Affari oltre i 23mila punti

 

Vecchio continente euforico. Piazza Affari pure. Maglia rosa tra le borse europee e nuovo massimo dell’anno a 23.348 punti in una seduta all’insegna degli acquisti trainata dal settore automobilistico, con Ferrari che corre più veloce di tutti chiudendo ai massimi storici a quota 155,15 con un guadagno pari a oltre il 6% dopo la pubblicazione di una trimestrale superiore alle attese. Spread ancora a quota 135 punti base, con il rendimento del Btp che continua a oscillare attorno all’1% nel giorno in cui la manovra è entrata in Senato per il dibattimento parlamentare. 

TITOLI MIGLIORI

Ferrari: +6.51

La casa di Maranello ha pubblicato una trimestrale decisamente migliore delle attese, con un rialzo della guidance per il 2019, vendite in aumento e utili in lieve calo. Il titolo ha fatto da traino non solo al settore automotive in Italia ma a tutta Piazza Affari. Fca sta ancora beneficiando del sentiment positivo innescato dal matrimonio con Psa. Tuttavia, a pochi giorni dalla fusione, gli analisti sottolineano gli squilibri tra le forze in gioco. “Psa sta sostanzialmente comprando Fca”, si legge in un report di Equita Sim, pagando un “buon premio” (di circa 5,5 miliardi per gli azionisti di FCA, in primis Exore assicurandosi la “maggioranza” del board della società post-fusione.


Grafico Ferrari by TradingView

Cnh Industrial: +4,5%

Guadagna terreno, il titolo Cnh, ancora in scia all’annuncio di vendita, lo scorso 1 novembre, della sua attività Truckline, uno dei maggiori rivenditori e distributori australiani di ricambi e accessori aftermarket per veicoli commerciali (autocarri e rimorchi) di tutte le marche europee, nordamericane e giapponesi.

 

TITOLI PEGGIORI

Amplifon -1,04%
A 23,10 ha aggiornato i massimi dal 9 settembre, poi il ritracciamento in una seduta sostanzialmente neutrale in cui il titolo ha ripreso fiato dopo il rally avviato il 24 ottobre scorso e culminato con gli oltre 5 punti percentuali raggiunti il 30 ottobre scorso dopo la pubblicazione della trimestrale.

Juventus  -0,53%
Prosegue l’andamento laterale avviato il 15 ottobre scorso tra 1,450 e e 1,4. Andamento negativo nel breve termine ma positivo nel lungo.


ANALISI FTSE MIB

Supera i 23.000 punti per la prima volta negli ultimi 17 mesi Piazza Affari, che segna un rialzo dell’1,6% fissando, come detto, a 23.348 punti il nuovo massimo del 2019 e chiudendo a 23.311. Si mantiene fortemente rialzista il trend sia nel breve che nel lungo periodo. Restano da verificare i volumi che il Ftse Mib riuscirà a mantenere sopra la soglia dei 23mila punti. Molto dipenderà dalle prossime trimestrali, domani prevista Intesa San Paolo e Poste Italiane, e dal clima di fiducia, se rimarrà tale, sull’accordo tra Usa e Cina, su cui per ora pervade un discreto ottimsimo. A 23.440 si può individuare la nuova resistenza, a 22.790 i supporti, preceduti da un livello meno robusto a 22.950. 


Grafico Ftse Mib by TradingView

SPREAD

Con lo spread ancora compreso tra i 135 e i 140 punti, e il titolo decennale italiano tornato in area 1%, l’Italia entra nel vivo del percorso parlamentare che porterà all’approvazione della Legge di Bilancio, entro il 31 dicembre. Si comincia dal Senato. Non sarà un percorso facile, considerando anche i numeri, più risicati, sui cui può contare la maggioranza parlamentare e la nuova grana che Giuseppe Conte dovrà gestire con l’abbandono dell’Ilva da parte di ArcelotMittal e la convocazione straordinaria dell’azienda proprio da parte del premier. Tornando alla manovra, è probabile che il testo esca da Palazzo Madama fortemente modificato. Gli unici due capitoli su cui c’è accordo sono quello sullo stop agli aumenti dell’Iva (pari a 23 miliardi) e quello sulle politiche a favore delle famiglie (dal voucher per gli asili nido al bonus bebè). Per il resto si attende una pioggia di emendamenti, soprattutto per fermare l’aumento delle imposte sulle auto aziendali. I renziani di Italia Viva contestano soprattutto i due miliardi di microtasse racchiuse nelle 90 pagine della Legge di Bilancio.


Grafico Spread by TradingView

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