Finalmente Revolut ha ottenuto dalla Prudential Regulation Authority britannica la tanto agognata licenza bancaria. L’autorità di regolamentazione ha concesso l’autorizzazione dopo oltre tre anni di lotte – solitamente basta un periodo di 12 mesi dalla presentazione della domanda – in cui il regolatore ha mostrato delle resistenze a causa di alcuni problemi riscontrati nella fintech. Tra questi un warning da parte dei revisori contabili che non potevano verificare completamente i conti del gruppo riferiti al 2021. Revolut comunque era riuscita a ricevere una licenza bancaria in Lituania e in Messico, ma l’obiettivo vero era di averla vinta anche in Gran Bretagna, reputando che ciò avrebbe dato vita a un cambio totale delle prospettive nei suoi piani di espansione.
L’azienda londinese è cresciuta molto negli ultimi anni, al punto che la Banca centrale europea ha messo sotto la sua supervisione diretta la filiale dell’Unione europea. Da quando ciò è avvenuto, a gennaio 2024, le pressioni sono aumentate affinché Revolut migliorasse i controlli e la governance della sua unità in Europa dopo le carenze rilevate dalla BCE. La Bank of England, invece, ha chiesto a Revolut una semplificazione della struttura azionaria in modo da essere regolamentata come banca, il che ha generato una controversia con l’investitore giapponese SoftBank. I disaccordi però sono stati alla fine risolti. Ora il via libera dell’authority è avvenuto seguendo la prassi delle restrizioni, secondo le quali i nuovi istituti di credito dovranno sviluppare le operazioni bancarie nel Regno Unito prima del lancio.
Revolut: cosa significa la licenza britannica
Il significato della licenza britannica per Revolut è molto profondo. Ora la banca specializzata nei servizi digitali può competere con i primi della classe in Gran Bretagna, tipo HSBC e Barclays. L’azienda finanziaria ha 45 milioni di clienti in tutto il mondo, di cui oltre 9 milioni solo nel Regno Unito. Con la licenza potrà offrire scoperti, prestiti e prodotti di investimento nel territorio britannico, esattamente come stanno facendo altre fintech tipo Monzo Bank, Starling Bank e Atom Bank. In questo modo, Revolut può rompere le resistenze di molti consumatori al dettaglio che fanno fatica a staccarsi dai maggiori istituti di credito fornitori di servizi ad ampio raggio. Inoltre, grazie alla licenza, i conti dei clienti potranno usufruire della copertura del Financial Service Compensation Scheme britannico, che protegge i depositi fino a 85.000 sterline in caso di fallimento di una banca.
La società infine prenderebbe slancio nell’ambito della vendita di 500 milioni di azioni esistenti agli investitori, con cui è in trattativa. Allo stato attuale, l’accordo valuterebbe Revolut oltre 40 miliardi di dollari, in aumento rispetto a una valutazione di 33 miliardi di dollari ottenuta nel 2021. “Siamo incredibilmente orgogliosi di aver raggiunto questo importante traguardo nel percorso dell’azienda e faremo in modo di rendere Revolut la banca preferita dai clienti del Regno Unito” ha dichiarato l’amministratore delegato Nik Storonsky. Il suo entusiasmo si è aggiunto a quello di Francesca Carlesi, amministratrice delegata dell’entità britannica della banca. “Questo è un passo avanti significativo per Revolut e per i suoi clienti”, ha detto la top manager.









