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Risparmio gestito, riprende il risiko: Liontrust acquista GAM

Il logo del gruppo dell'asset management GAM

Sono riprese le grandi manovre nel mondo del risparmio gestito. Il gestore britannico Liontrust si è accordato con quello svizzero GAM per acquisirne la totalità del capitale al prezzo di 107 milioni di franchi svizzeri. L’operazione dovrà ora essere sottoposta all’approvazione delle Assemblee dei soci dopo l’accettazione da parte dei Consigli di amministrazione. Per GAM potrebbe essere il punto di uscita dalle difficoltà iniziate nel 2019 mentre per Liontrust è l’occasione di rafforzarsi nel Vecchio continente.

Liontrust ha messo sul piatto 0,0589 titoli per ogni azione del gruppo svizzero, pari a 0,6723 franchi per azione calcolati sul prezzo medio ponderato a 60 giorni e sulla base del tasso di cambio tra sterlina e franco. Per completare l’operazione verranno emesse 9,4 milion di nuove azioni ordinarie di Liontrust. La quota degli azionisti di GAM nel gruppo dopo l’operazione si aggirerà intorno al 12,6%. Dall’operazione nascerà un asset manager da 53 miliardi di sterline in gestione a livello globale.

 

GAM, le difficoltà iniziano nel 2019

Con il passaggio a Liontrust, GAM mette fine ad anni di difficoltà iniziati nel febbraio 2019 con il licenziamento di Tim Haywood, un responsabile di divisione allontanato per cattiva condotta. Nel 2021 è arrivata poi la chiusura di sottoscrizioni e rimborsi del fondo GAM Greensill Supply Chain Finance, messo in difficoltà dai blocchi nella catena di approvvigionamento globale che hanno caratterizzato quel periodo. Nel marzo dello scorso anno, infine, GAM è stata multata dalla FCA del Regno Unito per 9,1 milioni di sterline per la mala gestione dei conflitti di interesse, multa collegata al licenziamento di Haywood. Nel corso degli ultimi tre anni, come conseguenza, la capitalizzazione di mercato di GAM è scesa di quasi 60 punti percentuali.

 

Il risiko del risparmio gestito si riaccende

Il consolidamento all’interno del risparmio gestito è in corso da alcuni anni ma ha subito una interruzione durante le ultime crisi, Covid e guerra Russia-Ucraina. Ora però appare aver ripreso vigore e dopo l’ingresso di FSI in Anima con il 7,2%, ora arriva la notizia dell’acquisizione di GAM.

L’Italia è al centro delle manovre per la capacità di risparmio delle famiglie ma anche per la rilevante quota di questo risparmio che ancora non è investita e viene lasciata nei conti correnti delle banche. Tra le altre operazioni in corso o appena avviate da ricordare la creazione di un polo italiano del risparmio gestito da parte di Unicredit in collaborazione con Azimut, siglato poco tempo fa. L’operazione ha segnato il ritorno della banca di Piazza Gae Aulenti in un settore che aveva abbandonato nel 2016 quando Pioneer era stata ceduta ad Amundi per 3,54 miliardi di euro, una scelta che aveva destato polemiche.

Non è andata a buon fine, invece, l’operazione di acquisizione del gruppo USA Guggenheim da parte di Generali, a causa del prezzo troppo alto. L’idea prevedeva la cessione di Banca Generali, controllata dal colosso assicurativo italiano, a Mediobanca per finanziare l’operazione.

Ci sono poi i lavori in corso per la creazione di un polo italiano rilevante nel risparmio gestito che vedono al centro dell’attenzione di nuovo Anima e il suo primo azionista il Banco BPM. Da anni la banca di Piazza Meda viene affiancata a Unicredit o a Mps che il governo deve privatizzare. Su Anima, inoltre, si concentra l’attenzione del Credit Agricole, che però non viene visto di buon occhio sul fronte dell’italianità. L’interesse del gruppo francese è aumentato dopo l’accordo siglato tra Unicredit e Azimut che mette in difficoltò Amundi. Infatti, Amundi ha in essere un accordo di distribuzione con Unicredit che scadrà nel 2026 e che trova le sue origini nell’acquisizione di Pioneer.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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