Risparmio gestito: tutti i problemi dell’industria secondo McKinsey

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Il settore europeo del risparmio gestito vive un momento di difficoltà, caratterizzato da profitti in calo, volatilità nei mercati e pressione competitiva crescente. Nonostante il patrimonio gestito abbia raggiunto livelli record nel 2024, le società di gestione sono costrette a rivedere strategie e modelli di business per competere in un ambiente più complesso. I dati contenuti nella ricerca “The European asset management industry” di McKinsey evidenziano l’orientamento dei risparmiatori verso o prodotti a basso costo. 

 

In questo articolo: 

 

  • Raccolta e profitti: come sono andati nel 2024
  • Gli investitori virano verso prodotti a basso costo
  • Contesto macroeconomico non agevole
  • Risparmio gestito costretto a innovare: la strada degli investimenti alternativi

 

Risparmio gestito: raccolta e profitti nel 2024

Negli ultimi anni l’industria europea del risparmio gestito ha assistito a un paradosso: un patrimonio complessivo sotto gestione (asset under management o aum) ai massimi di sempre, che nel 2024 ha raggiunto i 28mila miliardi di euro, il 2% in più rispetto al record precedente del 2021, ma con una redditività in contrazione. I profitti sono infatti scesi del 20% rispetto ai livelli record del 2021 mentre i margini di profitto operativi sono calati in media del 3%, sempre rispetto allo stesso anno, a causa di costi in aumento generati da inflazione e spese tecnologiche e degli investimenti in fusioni e acquisizioni. Tra il 2021 e il 2024 i costi operativi sono saliti del 10%.
La raccolta netta si è invece attestata a 593 miliardi di euro lo scorso anno, ma in questo caso ben lontana dal record 2021 a 1.000 miliardi.

 

Due grafici a confronto, quello dei profitti e quello del patrimonio gestito. Il primo scende, il secondo sale.
Asset in gestion (miliardi di euro) e profitti operativi (milioni di euro) dell’industria del risparmio gestito – Fonte: McKinsey Performance Lens Global Growth Cube.

 

Gli investitori virano verso i prodotti a basso costo

Uno dei cambiamenti più impattanti per l’industria del risparmio gestito riguarda il comportamento degli investitori. I flussi netti di capitale sono sempre più orientati verso prodotti a basso margine come fondi passivi, monetari e obbligazioni attive, mentre i fondi comuni ad alto margine, come gli azionari attivi e i multi-asset registrano deflussi.

Secondo i dati raccolti da McKinsey, i fondi passivi come gli Etf hanno registrato, nel 2024, una raccolta netta di 316 miliardi di euro, i fondi monetari si sono attestati a 133 miliardi, gli obbligazionari attivi a 321 miliardi. Per contro gli azionari attivi hanno avuto deflussi netti per 147 miliardi di dollari, i multi-asset di 109.

Questo spostamento verso soluzioni più economiche, più gradite agli investitori, rende la competizione più agguerrita e frena la crescita dei ricavi. Gli asset manager si stanno come conseguenza spostando verso le classi più gradite dal mercato mentre, per sostenere i margini, trovano conforto in una nuova categoria, gli alternativi, ancora piccola ma che nel 2024 ha registrato una raccolta netta positiva per 52 miliardi di euro.

 

Grafico a barre orizzontali con la variazione della raccolta netta 2024, nelle varie categorie di prodotto del risparmio gestito
Flussi netti nel 2024. Le categorie di prodotto a basso margine e basso costo per gli investitori (parte bassa del grafico) hanno registrato performance di raccolta migliori – Fonte: McKinsey Performance Lens Global Growth Cube

Contesto macroeconomico non agevole

L’industria del risparmio gestito deve fare i conti anche con il difficile contesto globale. Tensioni geopolitiche e un ambiente macroeconomico incerto hanno alimentato una volatilità nei mercati finanziari senza precedenti negli ultimi anni. Nel mese di aprile, dopo il Liberation Day di Donald Trump, l’S&P500 e il Nasdaq100 sono scesi rispettivamente del 9% e del 10%. L’effetto è stato amplificato da vendite diffuse di titoli del Tesoro statunitense, solitamente considerati un rifugio sicuro di mercato. Successivamente i mercati azionari hanno in larga parte recuperato le perdite ma i rendimenti del mercato obbligazionario sono rimasti più alti.

Per guardare avanti McKinsey ha sviluppato tre scenari di mercato con i relativi flussi previsti: un rendimento di mercato dello 0% con un effetto netto sui flussi dell’1% nel 2025, un rendimento di mercato negativo del 7,5% con un effetto netto sui flussi negativo dell’1%, e un rendimento di mercato negativo del 15% con un effetto netto sui flussi negativo del 3%. In questi scenari, i ricavi nel 2025 aumenterebbero dell’1% nello scenario più favorevole e diminuirebbero del 16% nello scenario peggiore.

 

Risparmio gestito costretto a innovare: la strada degli investimenti alternativi

In questo contesto, la pressione a ripensare modelli operativi e strategie di investimento si fa impellente. Le società di gestione europee sono alla ricerca di nuove strade di crescita. Gli investimenti alternativi rappresentano, in questo senso, un’ancora di salvezza, con flussi netti positivi. In questo ambito, tuttavia, McKinsey ritiene che la competizione sia dominata da boutique specializzate, mentre i gestori tradizionali faticano a imporsi pienamente.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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