Tutto pronto per la riunione della Banca centrale europea (BCE), che oggi deciderà sui tagli dei tassi di interesse e in merito alle proiezioni di politica monetaria. Il meeting arriva in un contesto delicato e difficile, dove c’è un’enorme incertezza sugli accordi tra gli Stati Uniti e l’Europa circa i dazi reciproci e l’impatto che la loro permanenza potrebbe avere sull’economia dell’Eurozona.
Nel frattempo, l’inflazione europea si è attestata al di sotto dell’obiettivo di lungo termine della BCE, il che lascia spazio per una politica monetaria più accomodante. Il punto è che l’evoluzione futura del carovita è legata all’impatto delle tariffe e per questo ancora avvolta da una cortina fumogena.
Investitori e analisti quindi presteranno molta attenzione alla conferenza stampa del governatore Christine Lagarde attesa per le 14:45, mezz’ora dopo il rilascio del comunicato circa la decisione sui tassi. Tuttavia, sembra improbabile che il presidente riuscirà a fornire segnali chiari su dove andrà il costo del denaro nei prossimi mesi e sulle prospettive dell’economia europea.
È possibile che ancora una volta Lagarde ribadisca il concetto che le decisioni future saranno condizionate dai dati macroeconomici e quindi da quanto effettivamente i dazi impatteranno sull’economia reale. “La BCE si trova in una posizione difficile”, ha detto Jari Stehn, capo economista europeo di Goldman Sachs. “Tutto ciò rende difficile calibrare correttamente la politica monetaria”.
Riunione BCE: i punti chiave da osservare
Considerando il contesto in cui dovrà muoversi la BCE, il focus della riunione di oggi sarà certamente su alcuni punti chiave. Il primo sono i tassi di interesse. Le aspettative sono tutte per l’ottavo taglio consecutivo. Quindi, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale dovrebbe ridursi di 25 punti base al 2,15%, così come il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,40% e il tasso sui depositi al 2%.
L’attenzione a quel punto si sposterà sul linguaggio della Banca centrale in merito ai prossimi tagli. I funzionari dell’Eurotower hanno lasciato intendere che a luglio ci sarà una pausa, ma sarà importante capire quanto lunga sarà l’interruzione. Nel caso dovesse essere più estesa del previsto, il mercato potrebbe pensare che si è arrivati al completamento del ciclo delle riduzioni e reagire in maniera nervosa.
Un timeout stretto verrebbe viceversa interpretato come un break temporaneo in attesa di riprendere l’accomodamento monetario. Attualmente i trader si sono posizionati per un’altra sforbiciata di 25 punti base dopo la pausa di luglio.
Il secondo punto chiave sono le proiezioni economiche del Board della BCE. Gli analisti si aspettano una conferma per grandi linee delle previsioni precedenti, ma occorre tener conto del contesto economico cambiato nel frattempo a causa della politica commerciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Le preoccupazioni che l’inflazione possa risalire la china sono tuttavia smorzate dal fatto che l’euro è più forte e il costo dell’energia è più basso. Nel frattempo, l’economia nel primo trimestre è cresciuta più del previsto perché le aziende europee si sono affrettate a evadere gli ordini cercando di anticipare i dazi di Trump.
Il terzo aspetto è come effettivamente la BCE affronterà lo scenario più insidioso di aumento dei dazi al 50% sulle merci europee a partire dal 9 luglio, come risulta dalle minacce di Trump. Più volte Lagarde ha cercato di dribblare la domanda sul tema delle tariffe, da un lato rimarcando il fatto che l’autorità monetaria non entra nelle questioni politiche e da un altro lato limitandosi a riproporre un comportamento consequenziale agli effetti sull’economia della politica tariffaria. Dalle sue parole in conferenza stampa però potrebbero emergere indizi su cosa farà poi in realtà e quali strumenti metterà a disposizione se la situazione dovesse diventare complicata.









