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Riunione BCE, ecco a cosa guardare domani

Il grattacielo sede della BCE a Francoforte

Tutti d’accordo, nella riunione di domani la BCE non farà niente. Lascerà invariati i tassi di interesse – al 4% quello sui depositi, al 4,5% quello sulle operazioni di rifinanziamento principale e al 4,75% quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale – e non modificherà il programma di reinvestimento dei titoli del programma PEPP. Tuttavia ne discuterà in vista dei prossimi meeting. Ecco cosa aspettarsi.

 

Tassi fermi ma toni rigidi

Tra gli asset manager c’è accordo sul fatto che nella riunione di domani la BCE manterrà fermi i tassi di interesse, dopo nove rialzi consecutivi. La pausa è scontata dal mercato mentre c’è meno certezza su quello che potrà avvenire nel meeting successivo del 14 dicembre. Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia sottolinea le determinanti della pausa sui tassi di interesse:

 

  • Pressioni inflazionistiche in calo a settembre;
  • Deboli dati sul PIL delle economie della zona euro;
  • Il recente rialzo dei rendimenti obblligazionari;
  • L’inasprimento delle condizioni del credito evidenziate dalla Bank lending survey.

 

“Pensiamo che la pausa sarà comunque hawkish – approfondisce Diodovich – mantenendo aperto uno spiraglio per un prossimo rialzo a dicembre quando verranno pubblicate le nuove stime su PIL, inflazione e disoccupazione”.

Tomasz Wieladek, capo economista per l’Europa di T.Rowe Price, aggiunge due ulteriori elementi: la discesa degli indici PMI dell’eurozona, già in precedenza in territorio di quotazione, e la diminuzione dell’occupazione, seppure in territorio ancora espansivo.

Chiude il cerchio Konstantin Veit, portfolio manager di PIMCO: “Riteniamo che Banca centrale europea manterrà invariati i tassi di interesse nella riunione di ottobre poiché il ciclo di politica monetaria ha raggiunto una fase in cui i rischi di un inasprimento eccessivo e di un inasprimento insufficiente si sono fatti più equilibrati”.

 

Reinvestimento titoli invariato

Anche il bilancio della BCE e i programmi di reinvestimento dei titoli dovrebbero rimanere invariati. Tuttavia il board di Francoforte (la riunione della BCE si terrà però ad Atene) discuterà le prossime mosse. Da questo fronte, pertanto, potrebbero arrivare notizie in grado di influenzare l’andamento dei mercati.

Per Wieladek la Banca centrale europea eviterà di legarsi le mani con nuove misure di quantitative tightening nel breve periodo. A fronte del recente aumento dei rendimenti obbligazionari in tutto il mondo “la BCE vorrà mantenere la flessibilità di acquistare Btp e vendere Bund come previsto dal PEPP”.

Potrebbe essere invece adottata qualche misura per ridurre i costi di bilancio derivanti dalla detenzione degli ampi portafogli di asset costruiti con il quantitative easing. “Un modo per ridurre questo costo è quello di aumentare la quota di riserve remunerate allo 0%. C’è il rischio di un aumento della riserva minima obbligatoria dall’1% al 3% che potrebbe danneggiare la redditività delle banche, poiché sarà difficile trasferire questi costi ai risparmiatori in un contesto in cui i governi stanno vendendo debito a più alto rendimento agli investitori retail in diversi paesi” spiega Wieladek.

Guillermo Felices, global investment strategist di PGIM Fixed Income lascia aperta la porta alla possibilità che la BCE annunci una fine anticipata dei reinvestimenti del programma PEPP, ora prevista per fine 2024. “Il rischio – avverte Felices – è che la Banca centrale europea crei involontariamente condizioni finanziarie ancora più rigide sui mercati e potenzialmente anche un incidente finanziario”.

I rischi citati da Felices spingono Veit su posizioni più caute. Secondo il portfolio manager di PIMCO “il Consiglio direttivo della BCE discuterà una riduzione anticipata dei reinvestimenti del programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP)” ma non farà alcun annuncio. “L’incertezza sulla riforma delle norme fiscali dell’eurozona – spiega Veit – il recente irripidimento al ribasso delle curve dei rendimenti e l’allargamento degli spread sovrani dell’area dell’euro depongono a sfavore di qualsiasi decisione di rilievo in occasione dell’imminente meeting”.

La curva dei rendimenti aggregati delle obbligazioni governative dell'area euro mostra il movimento al rialzo degli ultimi due anni
Il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato decennali dell’area euro (aggegate) – Fonte: Bloomberg

 

Le attese per la prossima riunione della BCE

Secondo le stime degli analisti di Bloomberg il primo taglio dei tassi BCE arriverà nella prima metà del 2024. Viene attribuita una probabilità del 54% a una riduzione entro fine aprile (la riunione BCE è in calendario per l’11 del mese) e del 98% per la riunione del 6 giugno.

Gli investitori si pongono però anche la domanda su cosa accadrà nelle prossime due riunioni che concluderanno il calendario 2023. “Riteniamo che la BCE abbia smesso di aumentare i tassi di interesse per il momento e che li manterrà ai livelli attuali per il prossimo futuro” commenta Felices di PGIM.

Anche secondo Volker Schmidt, portfolio manager di Ethenea Indipendent Investors “la BCE per il momento ha fatto il suo lavoro”. A parere del gestore i dati di ottobre e novembre confermeranno un ulteriore calo del tasso di inflazione nell’area euro verso il 3% in uno scenario di debolezza per l’attività economica e sullo sfondo gli impatti poco chiari del conflitto in Medio Oriente.

Per Schmidt nel 2024 “si capirà se l’inasprimento della politica monetaria attuato fin qui sarà sufficiente ad ancorare stabilmente l’inflazione al 2%. Un percorso ostacolato dagli elevati aumenti salariali, che rimarranno a un livello superiore al 4% e quindi sicuramente alimenteranno l’inflazione nei prossimi 12-24 mesi. Inoltre, la spesa pubblica rimane elevata e, in alcuni casi, supera gli obiettivi di deficit concordati, aumentando anch’essa la pressione al rialzo sui prezzi”.

 

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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