La riunione periodica della Banca centrale europea (BCE) è uno dei momenti più seguiti dagli investitori sui mercati finanziari, specialmente quelli europei. Gli investitori prestano attenzione particolarmente alle decisioni di politica monetaria, soprattutto in tema di tassi di interesse, ma anche alle parole in conferenza stampa del governatore al termine del meeting.
In quella finestra temporale si crea una volatilità più alta del normale, su azioni, obbligazioni ed euro. Tuttavia, dal momento che il mercato sconta anticipatamente nei prezzi quanto si aspetta da ogni riunione della BCE, i movimenti più violenti nelle quotazioni si hanno allorché le decisioni di politica monetaria non ricalcano le attese e/o le parole del presidente risultano essere particolarmente significative. Se ad esempio il mercato si aspetta un taglio dei tassi di interesse di un quarto di punto e la Banca centrale taglia di mezzo punto, è molto probabile che l’euro nel breve termine si indebolisca e le azioni salgano. Lo stesso effetto si ottiene se in conferenza stampa il governatore annuncia un allentamento monetario inatteso o più pronunciato di quanto previsto. Discorso del tutto speculare in caso di rialzo inatteso dei tassi o dell’annuncio di strette monetarie fuori programma.
Riunione BCE: da chi viene fatta e ogni quanto avviene
Ma chi si riunisce all’interno della Banca centrale europea? Le decisioni di politica monetaria vengono prese dal Consiglio direttivo. È quest’ultimo l’organo designato alle riunioni. Il board è formato da 25 membri. il presidente, il vicepresidente e 4 componenti sono nominati dal Consiglio europeo; gli altri 19 esponenti sono i governatori delle Banche nazionali dell’eurozona.
Gli incontri del Consiglio direttivo avvengono due volte al mese, ma una volta ogni sei settimane c’è il meeting in cui si decide sul tasso di interesse e sulla politica monetaria. È bene precisare che la BCE prende le decisioni su tre tipi di tassi:
- il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale; ossia quello applicato per i prestiti concessi alle banche europee a medio termine (fino a tre mesi);
- il tasso sui depositi, ovvero quello che l’autorità monetaria corrisponde alle banche europee sul denaro che queste depositano nel conto aperto presso la stessa Banca centrale;
- il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale, che consiste nel costo che sostengono le banche per la richiesta di prestiti a breve termine presso la BCE, cioè fino a un giorno.
La riunione BCE – che si tiene solitamente il giovedì – termina normalmente con la conferenza stampa del presidente, il quale illustra le scelte prese e risponde alle domande e ai chiarimenti dei giornalisti.
Riunione BCE: il calendario del 2025
Chi opera nei mercati finanziari e ha bisogno di pianificare gli investimenti nel 2025 non può non conoscere gli appuntamenti in calendario della BCE di quest’anno. Ecco le date da segnare in agenda riguardo le riunioni di politica monetaria:
- 30 gennaio
- 6 marzo
- 17 aprile
- 5 giugno
- 24 luglio
- 11 settembre
- 30 ottobre
- 18 dicembre
Nel 2025 il Consiglio direttivo della BCE si radunerà anche senza parlare di politica monetaria, nelle seguenti date:
- 19 febbraio
- 23 marzo
- 29 settembre
- 19 novembre
Infine, ci sono altri quattro eventi importanti, di carattere generale, definiti come “General council meeting”, che si svolgono nei seguenti giorni:
- 27 marzo
- 26 giugno
- 25 settembre
- 20 novembre
Cosa è successo nel 2024
L’inflazione aggressiva innescata dal post-Covid e inasprita dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio del 2022 ha comportato un ciclo di rialzi dei tassi di interesse da parte della BCE che si è fermato a settembre 2023.
Fino a giugno del 2024, il costo del denaro (il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale) è rimasto al 4,5%. In quella seduta, la Banca centrale ha tagliato di un quarto di punto, mentre l’inflazione si avviava verso l’obiettivo di lungo periodo del 2%.
A settembre è arrivata una sforbiciata di mezzo punto, più consistente in quanto l’economia europea dava segnali chiari di difficoltà che facevano presagire una recessione, in particolare nelle regioni normalmente più virtuose come Germania e Francia. Altri due tagli di 25 punti base ciascuno sono stati eseguiti nelle riunioni di ottobre e dicembre.









