Rublo: 5 domande (e risposte) su come sanzioni lo rendono inscambiabile
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Rublo: 5 domande (e risposte) su come sanzioni lo rendono inscambiabile

Rublo: 5 domande (e risposte) su come le sanzioni lo rendono non scambiabile

Il terremoto che è scoppiato a livello valutario in Russia è stato di proporzioni mai viste per il Rublo. Nel primo giorno della guerra Russia-Ucraina la moneta russa è precipitata del 30%, il tonfo più grande della sua storia. Ciò è avvenuto quando l’Occidente ha annunciato una serie di sanzioni nei confronti delle banche russe e della Banca Centrale di Mosca volte a congelare le transazioni finanziarie. In questo momento il Rublo è diventata una moneta praticamente non scambiabile ed è molto difficile conoscere il suo vero valore. Al riguardo, vi sono 5 domande a cui è necessario fornire una risposta per fare chiarezza sulla situazione attuale che sta preannunciando il requiem della divisa russa. Eccole di seguito:

 

Dove e come si commercia il Rublo?

Il Rublo viene negoziato h24 sul mercato interbancario e dalle ore 7:00 alle ore 23:50 nella Borsa di Mosca. Solitamente i prezzi che si vedono nel mercato interbancario riflettono quanto succede a Mosca, ma da quando è scoppiata la guerra tra Russia e Ucraina si è creata una certa divergenza nei mercati. Quando il 28 febbraio è andato in scena il collasso della valuta, c’è stato un gap di prezzo di 6 punti percentuali tra l’offshore e la piazza russa.

 

Potrebbe arrivare la fine del libero scambio?

È una eventualità questa che va presa in considerazione. Dal 2014 la moneta russa ha ripreso gli scambi in maniera libera, ma le oscillazioni violente scaturenti dal conflitto in Ucraina hanno sollevato molti dubbi che ciò possa durare. Nel lunedì nero del 28 febbraio per il Rublo, la Banca di Russia ha introdotto forti limiti di contrattazione a seguito delle sanzioni piombate dall’Occidente. I cittadini russi hanno inoltre assediato gli sportelli dei bancomat con code enormi per ritirare valuta estera, nel timore che quella nazionale potesse sprofondare ulteriormente.

 

Come la Banca di Russia sta sostenendo la moneta?

La Banca Centrale è intervenuta pesantemente nel mercato dei cambi per la prima volta dopo tanti anni acquistando 1 miliardo di dollari il 24 febbraio e poco meno il giorno successivo, con lo scopo di frenare l’emorragia delle vendite del Rublo. Il 28 febbraio però non è riuscita a fare altrettanto per arrestare l’imponente sell-off perché le sue riserve all’estero sono state congelate dalle sanzioni. Per compensare ha effettuato un aumento monstre dei tassi d’interesse, dal 9,5% al 20%. Inoltre ha imposto controlli sui capitali e vietato la vendita di titoli da parte degli stranieri. L’effetto però si è rivelato essere alla fine inefficace perché il Rublo ha continuato a deprezzarsi.

 

Come il Governo sta sostenendo il Rublo?

Il Cremlino non ha molte armi a disposizione per evitare la catastrofe della propria moneta. L’unica cosa che ha potuto fare in questo momento è stata quella di applicare un divieto a tutti i residenti russi di trasferire valuta estera fuori dai confini nazionali, rafforzando i controlli sui capitali nell’ambito di un pacchetto di misure di ritorsione contro gli occidentali.

 

Ci sono precedenti che riguardano la divisa russa?

Si segnalano 2 altre situazioni in cui la divisa russa è arrivata sull’orlo di un collasso. La prima è stata nel 1998, quando Vladmir Putin salì al potere dopo che il debito russo per 40 miliardi di dollari andò in default ed era detenuto soprattutto da stranieri. In quel caso le quotazioni del Rublo sprofondarono e la moneta fu rimpiazzata con una valuta di nuova denominazione. La seconda si verificò nel dicembre 2014, allorché scattarono le sanzioni occidentali per l’annessione della Crimea e precipitarono i prezzi del petrolio. Le 2 cose insieme causarono una fuga dalle attività russe e la conseguente discesa del Rublo.

 

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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