Russia in default, vietato il pagamento delle cedole sulle obbligazioni
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Russia in default, vietato il pagamento delle cedole sulle obbligazioni

Russia in default, vietato il pagamento delle cedole sulle obbligazioni

Russia in default tecnico. Gli effetti delle sanzioni imposte dall’Occidente alla Russia cominciano a manifestarsi in tutta la loro pesantezza: la Banca di Russia ha vietato il pagamento delle cedole in scadenza sulle obbligazioni espresse in rubli agli investitori stranieri. Si tratta del congelamento di 3.000 miliardi di rubli, pari a 29 miliardi di dollari, che manda di fatto il Paese in default tecnico.

La decisione giunge dopo una valutazione del livello di stress a cui sono arrivati i mercati obbligazionari russi a seguito dei provvedimenti presi a largo raggio contro Mosca da Stati Uniti, Europa, Gran Bretagna e Canada dal punto di vista economico e finanziario.

L’istituto centrale non ha precisato per quanto tempo sarà in vigore il divieto, ma alcune indiscrezioni di stampa riferiscono che si tratterà di una sospensione di 6 mesi, salvo che l’Autorità centrale non decida per il ritiro anticipato. Ad ogni modo questa segna un’altra pagina amara della questione Russia-Ucraina, ancora lontana da una risoluzione.

 

 

Russia: per gli investitori è default tecnico

Quello che è successo può essere annoverato tra i vari tentativi del tandem Banca di Russia-Cremlino di salvare una nave che sta imbarcando acqua da tutte le parti. La guerra Russia-Ucraina non sta producendo solo sangue, ma sta impoverendo intere Nazioni. Il gioco di Putin in questo momento non si vede davvero a cosa possa portare, a meno di non avere un asso nella manica di cui ancora se ne disconosce l’esistenza.

Le banche russe sono fuorigioco a livello internazionale essendo estromesse da SWIFT, ben 630 miliardi di dollari di riserve all’estero della Banca di Russia sono congelate e vi è ancora una sfilza di impedimenti che vanno dal divieto di comprare titoli di Stato russi al congelamento del patrimonio degli oligarchi russi, all’uscita di scena di multinazionali dal business con la Russia. Quanto basta per mettere un Paese in ginocchio dissanguandolo finanziariamente. Le ritorsioni non lasciano indifferenti l’Occidente, è una guerra questa che provoca dolore per tutti.

Già prima dell’invasione dell’Ucraina, la Banca di Russia aveva interrotto le aste obbligazionarie in rubli con l’inasprimento delle tensioni, proprio per evitare che ci fosse uno tsunami di vendite di titoli, con il ritiro di fondi dal mercato. Il Governo inoltre ha vietato il trasferimento di capitali in valuta straniera all’estero da parte dei cittadini russi. Adesso è arrivato il blocco del pagamento degli interessi agli investitori stranieri.

Secondo alcuni analisti si è di fronte a un default in piena regola. Paul MacNamara, asset manager di Gam Investments ha parlato di una decisione dell’istituto guidato da Elvira Nabiullina che non aveva mai visto prima e che accende brutti presagi per chi ha in mano titoli denominati in rubli. A questo si aggiunge il commento di Nick Eisinger, co-responsabile degli investimenti in reddito fisso per Vanguard Asset Management, che sostiene come si possa parlare di un default che non si sa per quanto tempo durerà ancora.

 

 

Russia: il de profundis del Rublo

Nel frattempo il Rublo si sta sgretolando. Anche oggi ha toccato un nuovo minimo storico nei confronti del Dollaro americano, con l’USD/RUB arrivato a 109,59. Dopo il drammatico lunedì nero del 28 febbraio dove la moneta russa è sprofondata del 30% a seguito del terzo pacchetto di sanzioni arrivato dall’Occidente, la Banca di Russia aveva provato ad fermare l’emorragia alzando i tassi d’interesse dal 9,5% al 20%, essendo di fatto impedita a intervenire direttamente sul mercato monetario per via del congelamento delle riserve. Questo non è servito, perché gli investitori continuano a sbarazzarsi di una valuta che vale carta straccia.

La corsa furiosa agli sportelli da parte dei cittadini russi nelle città di tutto il Paese testimonia la paura che corre frenetica di perdere i propri risparmi in valuta estera. Gli hedge fund contano allo stesso tempo le perdite per le attività espresse in rubli. Mentre nel frattempo ci si domanda che senso abbia tutto questo. Altre 2 volte il Rublo si è trovato in una situazione simile: quando nel 1998 la Russia non ripagò 40 miliardi di debito in mano agli stranieri e nel 2014 a seguito dell’annessione della Crimea. Stavolta però si ha la sensazione che la situazione è anche peggio.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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