Settore immobiliare: per BoE può mettere a rischio la stabilità finanziaria - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Settore immobiliare: per BoE può mettere a rischio la stabilità finanziaria

BoE: il settore immobiliare può mettere a rischio la stabilità finanziaria

Il settore immobiliare globale può essere un pericolo per la stabilità finanziaria, ha avvertito la Bank of England (BoE). Secondo quanto riferito dal Comitato di politica finanziaria dell’istituto centrale britannico oggi con riguardo ai verbali del 13 marzo, le banche potrebbero andare incontro a pesanti perdite con il calo dei prezzi degli immobili commerciali. Lo tsunami potrebbe arrivare dalla Cina, dove la situazione dell’industria immobiliare è critica e rischia di contagiare i mercati finanziari globali attraverso la rete di prestiti. Ancora più preoccupante, secondo la BoE, è la situazione al di fuori del settore bancario, dove c’è meno visibilità e la quantità di debito immobiliare commerciale ha raggiunto livelli importanti.

 

Settore immobiliare: i rischi che vede la BoE

Alla radice dei problemi del comparto immobiliare vi sono la pandemia da Covid-19 e l’aumento dei tassi di interesse. La prima ha dato via a una nuova era di lavoro da casa, riducendo in questo modo la domanda per gli uffici e facendone calare i prezzi. Il secondo ha da una parte eroso il valore degli asset immobiliari perché gli elevati costi di finanziamento hanno abbassato la richiesta, dall’altro ha reso problematici i pagamenti dei mutui in corso a tasso variabile. La BoE ha riferito che le famiglie in ritardo con i pagamenti dei mutui sono destinate ad aumentare rispetto a una percentuale che oggi si attesta a circa l’1% del totale. Il motivo è che quando i prestiti vengono rinnovati, si subisce l’impatto dell’aumento dei tassi. Le imprese sono rimaste resilienti alle strette monetarie e a una crescita più debole, ma la Banca centrale britannica avverte che i maggiori costi di finanziamento devono ancora riflettersi su alcune aziende, delle quali quelle più piccole potrebbe avere difficoltà a onorare il loro debito.

Per far fronte al rischio proveniente dalle attività sugli immobili, le banche hanno incrementato il livello degli accantonamenti nei loro bilanci sui finanziamenti concessi ai proprietari dei beni immobiliari. Tuttavia, con il tasso di insolvenza in aumento, le perdite possono farsi pesanti rischiando di coinvolgere un intero sistema. Secondo uno studio realizzato dalla Bayes Business School, il debito immobiliare commerciale nel Regno Unito ha raggiunto il 4% delle inadempienze nella prima parte del 2023, segnando una crescita rispetto al 3% di fine 2022.

 

Il sistema è nel complesso resiliente

La Banca d’Inghilterra ha tuttavia lanciato una nota di positività, affermando che i livelli di debito problematici sono in questo momento molto al di sotto di quelli che si sono visti durante la grande crisi del 2008. Le preoccupazioni riguardano più che altro aree specifiche come i private equity, ma “il sistema finanziario britannico rimane ben protetto da shock futuri”. Sul fronte delle famiglie, la situazione appare sotto controllo. La percentuale di quelle che hanno elevati costi di finanziamento rispetto al costo della vita aumenterà dell’1,6% entro la fine del 2024, rileva l’istituto monetario, dall’1,4% del 2023. Tuttavia, siamo su livelli molto inferiori al picco del 3,4% raggiunto oltre 15 anni fa. C’è però da rilevare che il numero di famiglie che hanno aumentato i mutui con durata almeno di 30 anni è cresciuto e oggi rappresenta circa il 50% dei nuovi finanziamenti. “I mutui più lunghi consentono agli acquirenti di case di prendere in prestito di più, aumentando la leva finanziaria e riducendo la resilienza finanziaria dei mutuatari di fronte a shock futuri”, ha avvertito il Comitato di politica finanziaria della BoE.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *