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Stellantis: accordo per energia geotermica, azione long o short?

Stellantis: accordo per energia geotermica, azione long o short?

È una seduta all’insegna delle vendite quella odierna per il titolo Stellantis, su cui al momento non impattano positivamente le notizie arrivate poco prima dell’apertura dei mercati. Nello specifico, l’azienda italo-francese ha firmato un accordo con il fornitore di litio Vulcan Energy Resources per l’utilizzo di energia geotermica in ottica di riduzione delle emissioni di carbonio per la fornitura di energia per il sito industriale di Mulhouse in Francia.

Il progetto potrebbe coprire una parte significativa del fabbisogno energetico annuale del sito industriale a partire dal 2026. Da sottolineare che questo è il quarto accordo siglato dalle due società. Il primo risale al 2021 con una fornitura di idrossido di litio, a cui aveva fatto seguito un accordo vincolante nei mesi successivi per lo sviluppo congiunto di progetti su energie rinnovabili per lo stabilimento Stellantis di Rüsselsheim in Germania.

Grazie a questo nuovo accordo Stellantis intende diventare il punto di riferimento del settore nel contrasto al
cambiamento climatico, con l’obiettivo di raggiungere il traguardo zero emissioni entro il 2038, cosi come previsto nel suo Piano industriale, che prevede inoltre una riduzione del 50% entro il 2030. Ricordiamo infine che solo 24 ore fa Stellantis, insieme a TotalEnergies e a Mercedes-Benz, ha inaugurato in Francia la prima gigafactory di Automotive Cells Company che le permetterà di aumentare la produzione di batterie ad alte prestazioni.

 

Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come sta reagendo l’azione in Borsa Italiana dopo queste notizie. Le vendite sul titolo Stellantis sono accompagnate da volumi in calo. I prezzi sono scesi sotto la media mobile di lungo periodo, posta in area 14,55 euro. Nel breve periodo il mancato recupero di questi livelli dovrebbe far proseguire la fase correttiva con obiettivo la trendline rialzista che parte dai minimi di luglio 2022 e transita sui 14,20 euro. Dal punto di vista operativo diventerebbe fondamentale la tenuta di tali supporti, per evitare un indebolimento del quadro grafico di fondo e dall’altra per evitare ulteriori vendite in direzione dei 13,80-13,75 euro e successivamente dei 13 euro.

Al contrario sarà solo con il recupero dei 15 euro che l’azione si aprirà la strada per andare a mettere sotto pressione i massimi delle ultime settimane situati nei pressi dei 15,50-15,55 euro. Nel caso in cui queste aree, dove peraltro troviamo l’indicatore daily del Supertrend, dovessero essere superate, aumenterebbero le chance di andare a chiudere il gap down lasciato il 24 aprile scorso in area 15,70-15,75 euro. L’eventuale superamento di questi livelli farebbe proseguire il recupero delle quotazioni che avrebbero come obiettivo successivo la trendline ribassista che parte dai massimi del 2023 e transita sui 16,50-16,60 euro. Dal punto di vista operativo, lasciandosi alle spalle queste aree resistenziali,  si avrebbe un rafforzamento del movimento rialzista in direzione dei 17-17,10 euro e a seguire verso i massimi del 2023 in area 17,75-17,80 euro.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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