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Sterlina: un 2023 da Regina delle valute ma analisti cauti

Sterlina: nel 2023 è la regina delle valute, ma gli analisti sono cauti

La sterlina quest’anno è la regina tra le più grandi valute mondiali, avendo conseguito la migliore performance nell’ambito delle divise del G-10. Questa settimana ha raggiunto il massimo da giugno 2022 rispetto al dollaro USA, complice anche il forte rallentamento del biglietto verde in questi ultimi mesi. Il vento in poppa della moneta britannica potrebbe essere ricondotto a un nugolo di fattori che la fanno preferire dagli investitori in questo momento. Primo tra tutti un’economia resiliente che, abbinandosi a un’inflazione ancora superiore al 10%, probabilmente spingerà la Bank of England a non tergiversare troppo sul rialzo deciso dei tassi d’interesse.

Da altre parti non c’è invece tutta questa sicurezza che le Banche centrali continuino a stringere sulla politica monetaria. Sia l’Europa che gli Stati Uniti hanno visto il carovita rallentare, ma ora soprattutto si è aggiunta una crisi bancaria che minaccia la stabilità del sistema finanziario, rendendo tangibile il pericolo di scaraventare l’economia in recessione. La divergenza di politica monetaria tra gli istituti centrali potrebbe quindi essere il vero cavallo di battaglia della sterlina nei prossimi mesi. L’ipotesi è avvalorata dal fatto che sui mercati obbligazionari britannici sembra sia tornata la calma, dopo l’avventuroso piano di espansione fiscale che era stato portato avanti dal precedente governo Truss e che aveva scatenato una magnitudo finanziaria.

 

Sterlina: va comprata in questo momento?

Quindi, è ora di puntare sulla sterlina? Gli analisti sono ottimisti, ma non fanno a meno di raccomandare una certa cautela. Deutsche Bank mette in luce come la Gran Bretagna sia riuscita a schivare una recessione e il quadro fiscale sia drasticamente migliorato in gran parte grazie al forte calo dei prezzi del gas. Tuttavia, la banca sottolinea che il Regno Unito rimane l’unica grande economia del G-7 a non aver ancora recuperato il livello di produzione pre-pandemica.

A inizio anno gli analisti di Deutsche Bank avevano previsto un livello di 1,25 per il cambio GBP/USD e il pronostico è stato rispettato. Ora però “la maggior parte delle buone notizie del Regno Unito è incorporata nel prezzo”, osservano. “Il movimento della valuta nell’ultimo mese sembra un po’ esagerato rispetto alla performance dei tassi relativi, con l’aggiunta che il mercato sta ancora scontando un altro rialzo da parte della BoE alla riunione di maggio, ma il nostro scenario di base è per una sospensione”, ha detto Shreyas Gopal, stratega di Deutsche Bank.

Tuttavia, il differenziale dei tassi reali potrebbe essere un driver rialzista nel medio termine per il cross, a giudizio dell’esperto. “In questo periodo dell’anno scorso, questo spread è stato peggiore di 100 punti base per la GBP, ma il Cable era intorno a 1,30, e se il premio rimanente proviene più dal lato USD dell’equazione, la sterlina sembra ben posizionata per essere tra i vincitori relativi in una recessione del dollaro se la leva finanziaria del settore privato è il fattore chiave di differenziazione nel resto del ciclo”, ha detto Gopal.

Ray Attrill, responsabile della strategia FX all’interno della divisione Fixed income, Currencies and Commodities della National Australia Bank, rimarca come il ruolo tradizionale del dollaro USA come bene rifugio si sia affievolito. “Il biglietto verde è stato incredibilmente sopravvalutato e la sterlina è tra le monete più sottovalutate”, ha affermato. Per questa ragione, lo stratega vede la divisa di Sua Maestà nella posizione ideale per beneficiare dell’ampia correzione del dollaro, sebbene gran parte delle notizie positive siano state già scontate nel recente balzo del Cable da 1,19 a 1,25 in poco tempo.

Meno ottimista risulta invece Valentin Marinov, responsabile della ricerca G-10 FX presso Credit Agricole CIB. L’esperto mette in risalto il fatto che i dati macroeconomici della Gran Bretagna siano stati sorprendentemente resilienti ma che le prospettive economiche non siano ancora così grandi anche in termini relativi. “Certamente aiuta il fatto che altre economie come gli Stati Uniti abbiano visto le loro prospettive deteriorarsi abbastanza rapidamente, quindi questo sta aiutando la sterlina, ma non penserei che la sterlina sia una forte convinzione di acquisto esclusivamente sulla base dei fondamentali interni”, ha detto. Marinov osserva anche come nelle recessioni degli anni ’80 la valuta britannica sia stata tra quelle meno performanti nelle fasi iniziali; per questo potrebbe non essere la soluzione più sicura con le preoccupazioni sulla crescita globale.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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