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Tassi di interesse più alti per sempre, ecco perché in 5 ragioni

Tassi di interesse: 5 fattori che li renderanno più alti per sempre

I tassi di interesse bassi potrebbero diventare un lontano ricordo. I mercati finanziari scontano per il futuro costi di finanziamento più alti rispetto al passato ma anche in confronto a quelli previsti dalle Banche centrali. Ad esempio, i tassi americani sono visti al 4% alla fine del decennio in corso, mentre le aspettative dei policymaker della Federal Reserve si fermano al 2,6%. Il discorso è simile per i tassi di interesse dell’area euro, stimati dagli investitori a livelli più elevati, intorno al 2,5% per lo stesso orizzonte temporale.

Gli economisti ritengono che i tassi degli anni passati, quando le autorità monetarie dovevano stimolare l’economia colpita da vari shock, non si ripresenteranno più. In altri termini l’economia globale troverà un punto di equilibrio a un tasso neutrale più elevato.

 

Tassi di interesse: ecco perché saranno più alti in futuro

Ma quali saranno i fattori determinati per tassi di interesse più alti in futuro? Gli economisti individuano cinque fattori:

 

  1. Deficit pubblici;
  2. Demografia;
  3. Cambiamento climatico;
  4. Intelligenza artificiale;
  5. Tensioni commerciali.

 

I deficit pubblici saranno destinati a crescere a causa della maggiore spesa prevista soprattutto per la difesa e il clima. L’alto indebitamento dei governi comporta un’offerta maggiore di titoli di Stato rispetto all’offerta, con i rendimenti che tendono a salire. “Deficit più elevati aumenterebbero il premio richiesto dagli investitori per detenere titoli di Stato”, ha affermato Ed Hutchings, responsabile dei tassi di Aviva Investors.

L’invecchiamento della popolazione sarà uno dei principali problemi del futuro, con le Nazioni Unite che prevedono dal 2022 al 2050 un aumento dal 10% al 16% delle persone con più di 65 anni in tutto il mondo. In sostanza i soggetti a carico dei sistemi pensionistici crescono e così le richieste di finanziamento che “esercitano una pressione al rialzo sui tassi” sostengono gli economisti di Nomura.

In terzo luogo va considerato il cambiamento climatico. Secondo Isabel Schnabel, economista tedesca e membro del board BCE, la transizione verde richiede grandi investimenti che rischiano di alimentare l’inflazione portando un aumento dei tassi di interesse. Su questo punto il dibattito è aperto in quanto, come sostiene la stessa Banca centrale europea, esiste il rischio di una riduzione della produzione globale fino al 17% entro il 2050. Ciò spingerebbe più in basso il tasso di interesse neutrale.

Secondo Goldman Sachs, l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle attività industriali potrebbe aumentare la produttività di 0,3 punti percentuali nelle economie sviluppate entro il 2034, mettendo pressione sui tassi.

Infine, il costo del denaro potrebbe essere più alto a causa delle tensioni commerciali tra Occidente e Cina che si tradurrebbero in shock di offerta, quindi in maggiore inflazione e tassi più alti. Secondo William Davies, direttore degli investimenti globali di Columbia Threadneedle, potrebbe verificarsi un fenomeno di friendshoring, in base al quale le aziende occidentali cercano di commerciare più tra di loro che con la Cina.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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