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Tassi Fed: il mercato ora prevede il primo taglio a novembre

Tassi Fed: il mercato ora prevede il primo taglio a novembre

Il mercato ha ritrovato un po’ di ottimismo circa la svolta accomodante della Federal Reserve (Fed) in tema di tassi di interesse. Scartata l’ipotesi che la Banca centrale americana si muova a giugno, ora i trader in swap prevedono che la prima sforbiciata arrivi a novembre, un mese prima rispetto a quanto pronosticato in precedenza. La riunione della Fed del 30 aprile-1° maggio, pur certificando il rinvio dei tagli e riducendoli a uno entro la fine dell’anno ha trasmesso fiducia agli investitori, dapprima cancellando l’ipotesi di un ulteriore aumento dei tassi di interesse come qualcuno aveva caldeggiato, in seguito ribadendo la volontà di tagliare non appena le condizioni macroeconomiche lo permettano. Tuttavia, il governatore Jerome Powell non ha fornito indicazioni sulla tempistica visto che ancora l’inflazione non dà certezze di discesa costante verso il target del 2% e l’economia rimane surriscaldata.

 

Tassi Fed: l’importanza dei dati sul lavoro USA

La Fed si aspetta che sul fronte economico arrivino buone notizie. Sotto questo aspetto oggi sarà una giornata molto indicativa, perché il Bureau of Labor Statistics rilascerà i dati sull’occupazione statunitense riferiti al mese di aprile. Gli analisti si aspettano la creazione di 238 mila posti di lavoro nei settori non agricoli e un tasso di disoccupazione fermo al 3,8%, ma da cinque mesi consecutivi i risultati sono sistematicamente più robusti delle attese. Ciò ha spostato in avanti le previsioni sul primo taglio dei tassi di interesse. Ciò che preoccupa è  la crescita dei salari, rimasta superiore ai livelli pre-pandemici, che esercita pressioni inflazionistiche in grado di frenare i responsabili di politica monetaria della Fed.

Un nuovo report sul lavoro forte potrebbe avere un impatto notevole sui titoli di Stato, spingendone in alto i rendimenti. Dopo l’ultima riunione della Fed, i rendimenti a due anni dei Treasury Bond – molto sensibili all’andamento dei tassi – sono scivolati da oltre il 5% al 4,87%. Gli investitori sono stati rassicurati dal tono accomodante adoperato da Powell, ma in molti casi hanno rimodulato le impostazioni ribassiste, sottolinea Angelo Manolatos, strategist dei tassi di interesse presso Wells Fargo Securities LLC. Qualora i dati sul lavoro di oggi fossero superiori alle attese, gli operatori di mercato potrebbero “reimpostare le posizioni corte sui titoli di Stato a livelli migliori” ha affermato l’esperto.

 

Un problema per l’Europa

Se la Fed tergiversa sui tassi di interesse, la Banca centrale europea si appresta a fare la sua prima mossa a giugno. A meno di grandi sorprese, Francoforte per una volta dovrebbe muoversi per prima, anche e soprattutto perché i recenti dati sull’inflazione europea in discesa hanno rimosso gli ultimi indugi. Tuttavia, per il seguito la BCE potrebbe non spingersi troppo oltre, a causa degli effetti che potrebbe determinarsi sull’economia del Vecchio continente, in particolare per ciò che attiene la valutazione dell’euro.

Secondo Daniel Lacalle, capo economista di Tressis Gestion, “se la BCE inizia a tagliare i tassi prima della Fed, dà al mondo un segnale che l’euro ha bisogno di indebolirsi”. Ne consegue che “il conto delle importazioni dell’eurozona aumenterà, rendendo ancora più difficile la crescita di tutta l’area”. Lacalle sottolinea anche come un piccolo taglio dei tassi della BCE a giugno non apporti un grande beneficio alla domanda di credito, perché “le imprese tedesche, francesi o spagnole non ne aumenteranno la domanda”. La domanda di credito, a suo avviso, è invece stimolata “dalle opportunità economiche e di investimento e queste sono frenate dalla regolamentazione e dalla politica energetica sbagliata dell’area euro”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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