Bisogna puntare sui titoli di Stato italiani, secondo gli analisti. Sembra un consiglio insolito visto l’enorme debito pubblico dell’Italia. Tuttavia, Roma sta mostrando una stabilità politica che altri, Germania e Francia in testa, non hanno in questo periodo. Infatti, mentre la prima e la seconda economia dell’eurozona sono alle prese con crisi di governo che porteranno l’anno prossimo a nuove elezioni, Palazzo Chigi può contare su una maggioranza salda che ha tutte le carte in regola per terminare la legislatura senza grossi scossoni. Questo permette all’esecutivo di attuare le proprie misure fiscali senza temere ribaltoni. “L’Italia non è più considerata il malato d’Europa”, ha affermato Christopher Dembik, senior investment adviser di Pictet AM.
Tutto ciò potrebbe avere un impatto notevole sul mercato del debito pubblico. Attualmente lo spread tra BTP e Bund tedeschi decennali si è ristretto a 115 punti base, il livello più basso degli ultimi tre anni. Gli esperti di mercato ora si aspettano che il divario continui a ridursi con la Germania a un passo della recessione. Secondo Althea Spinozzi, responsabile della strategia obbligazionaria di Saxo Bank, un restringimento dello spread BTP-Bund addirittura a zero è ora possibile. I titoli di Stato italiani potrebbero continuare a guadagnare terreno anche sugli OAT francesi, nel caos a causa degli sconvolgimenti politici e di bilancio di Parigi. “Gli investitori giapponesi, in particolare, stanno passando dal debito francese a quello italiano“, ha detto Dembik.
Dalla sua, l’Italia potrebbe avere in questo momento il supporto della Banca centrale europea, che presumibilmente continuerà a tagliare i tassi di interesse a un ritmo elevato nel 2025, abbassando in questo modo l’onere finanziario sul debito pubblico. Il Tesoro ha in programma di piazzare sul mercato almeno 300 miliardi di euro di obbligazioni e pagare costi di finanziamento più contenuti è di importanza vitale per un Paese che ancora fa fatica a crescere.
Anche le agenzie di rating, diventate leggermente più benevole, potrebbero agevolare l’Italia e rendere migliore il giudizio degli investitori sui BTP. A ottobre Fitch e DBRS hanno alzato l’outlook dell’Italia a positivo, lasciando invariato il rating. Moody’s invece questo mese ha mantenuto l’outlook a stabile, con un rating appena un gradino sopra il livello “junk”. L’agenzia americana però ha declassato a sorpresa la Francia. “Le agenzie potrebbero trovare più facile premiare che punire”, ha detto riferendosi all’Italia Filippo Mormando, strategist del reddito fisso di BBVA.
Titoli di Stato italiani: attenzione ai rischi
La situazione italiana non è tutta rosa e fiori. Gli analisti evidenziano che l’economia del Belpaese potrebbe indebolirsi, il che rischia di minare quel consolidamento fiscale richiesto dall’Europa. Ciò potrebbe far tornare l’avversione al rischio e colpire quindi i BTP.
Un altro fattore importante da tenere in considerazione è riferito al denaro del Recovery Fund post Covid-19 dell’Unione europea. L’Italia si è qualificata per ricevere decine di miliardi di euro, ma gli investimenti attuati finora non sono stati fatti in modo produttivo, a giudizio degli esperti di mercato.
Infine, Aymeric Guedy, co-gestore dell’asset manager francese Carmignac, vede la Francia come un rischio per l’Italia. Questo perché un’esplosione della difficile situazione transalpina potrebbe innescare una nuova crisi del debito a livello europeo, con i Paesi più indebitati che pagherebbero maggiormente dazio come avvenuto in altre occasioni. “Finora la crisi politica e fiscale francese non ha avuto alcun impatto sugli spread europei più ampi, ma se accelera e si trasforma in una crisi finanziaria, i BTP non saranno immuni”, ha affermato.









