Titoli di Stato Russia: UE e Gran Bretagna vietano acquisti
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Titoli di Stato Russia: UE e Gran Bretagna vietano acquisti

Russia: UE e Gran Bretagna vietano l'acquisto dei titoli di Stato

La risposta degli Alleati del Patto Atlantico non si è fatta attendere dopo quella statunitense di fronte all’avanzata delle truppe russe nel territorio ucraino, con UE e Gran Bretagna che vietano l’acquisto di titoli di Stato della Russia. Il riconoscimento da parte di Vladmir Putin delle Repubbliche separatiste di Donetsk e Luhank nella Regione del Donbass ha sollevato un vespaio e sul fronte nemico cominciano a fioccare le sanzioni.

L’Unione Europea ha preparato una bozza con cui si precisa che vi sarà il divieto di compravendita di titoli trasferibili e strumenti del mercato monetario emessi dal Governo russo, dalla Banca di Russia o da enti che agiscono per suo conto. E il Consiglio Europeo ha dato il via libera all’applicazione delle sanzioni nell’ambito di un pacchetto più completo che comprende misure restrittive a tutti i 351 membri della Duma, il Parlamento russo, che il 15 febbraio hanno votato a favore dell’appello al Presidente Putin affinché riconosca l’indipendenza delle sedicenti Repubbliche suddette. Le restrizioni riguardano anche altri 27 individui di alto profilo che, come si legge nel comunicato diffuso dal Consiglio, hanno svolto un ruolo nel minare o minacciare l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina.

Anche il Regno Unito si è fatto sentire, attraverso un comunicato lanciato da Liz Truss, Segretario per gli Affari esteri del Governo britannico. Truss è stato molto esplicito: il debito sovrano russo non sarà collocato in Gran Bretagna e altre sanzioni ancora più severe arriveranno nei confronti di oligarchi e organizzazioni russe, con lo scopo di limitarne l’accesso nei mercati finanziari qualora ci dovesse essere invasione totale. Il Paese guidato da Boris Johnson aveva già imposto altre sanzioni martedì 22 febbraio contro 5 piccole banche e 3 miliardari russi.

 

Russia: quanto incideranno realmente queste sanzioni?

La reazione nel mercato obbligazionario russo è stata ovviamente di vendite che hanno portato i rendimenti ai massimi di 3 anni e i prezzi a picco. Dall’inizio di quest’anno i bond in valuta locale hanno perso oltre il 14% e presumibilmente altre vendite arriveranno ancora. Finora tutte queste sanzioni sono state percepite dagli investitori come una sorta di avvertimento, ossia come un mezzo di dissuasione nei confronti della Russia a invadere su larga scala l’Ucraina. Il pezzo forte ancora dovrà arrivare e in tal caso il sell-off sul mercato dei titoli pubblici di Mosca potrebbe essere ben più violento.

Pavel Mami, socio fondatore dell’hedge fund londinese Promeritum Investment Management LLP, ha affermato che le sanzioni non rappresentano una sorpresa per gli investitori, che si sono posizionati anticipatamente al loro arrivo, esattamente come ha fatto il fondo. Guido Chanorra, co-responsabile del debito in valuta forte dei mercati emergenti di Pictet Asset Management, segnala come la Russia sia ben posizionata per andare avanti senza bisogno di finanziamenti esteri, perché la Nazione detiene bassi livelli di debito in mano agli stranieri ed elevate riserve.

Infatti, stando alle sue parole, si direbbe che occorre altro per mettere il Paese in ginocchio, per questo quanto fatto sinora potrebbe essere solo la punta dell’iceberg per far capire che gli Alleati fanno sul serio. Nel caso in cui verranno attuate in extrema ratio i provvedimenti sulle banche che sono per ora tenuti nel cassetto, a quel punto probabilmente faremo tutto un altro discorso.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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