I rendimenti dei titoli di Stato Usa si sono mossi al rialzo su tutta la curva dopo tre giorni consecutivi di cali. I Treasury a 10 anni hanno raggiunto un ritorno massimo del 4,323%, segnando un balzo di quasi 50 punti base rispetto alla chiusura di ieri. L’andamento dei buoni del Tesoro è attentamente monitorato dall’amministrazione statunitense, preoccupata che la salita dei rendimenti possa mettere pressione all’enorme debito della nazione.
Nelle ultime ore, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scritto sul suo social, Truth, che il governatore della Federal Reserve dovrebbe tagliare i tassi di interesse e che già avrebbe dovuto farlo tempo fa. Con tassi tenuti alti, i rendimenti dei Treasury restano a livelli preoccupanti, ed è stato probabilmente questo che ha spinto l’inquilino della Casa Bianca a fare inversione sui dazi mercoledì 9 aprile, congelandoli per tre mesi. Secondo molti osservatori di mercato, non sarebbe stato il crollo di Wall Street a far cambiare idea a Trump, ma il fatto che i rendimenti dei titoli di Stato Usa siano tornati a salire impattando direttamente sul bilancio statunitense.
Titoli di Stato Usa: investitori allarmati dalle parole di Powell
Le vendite di oggi sui titoli di Stato americani trova spiegazione nel messaggio da falco che il presidente della Fed, Jerome Powell, ha trasmesso nel corso di un evento, mercoledì sera, all’Economic Club di Chicago. Il numero uno della Federal Reserve ha detto che la Banca centrale deve garantire che i dazi non comportino un aumento dei prezzi persistente. In tale contesto ha assicurato che i membri del Comitato di politica monetaria rimarranno vigili per contenere la minaccia inflazionistica. Se ne deduce che i tassi d’interesse potrebbero rimanere più alti di quanto si aspettino gli investitori. In questo momento, i trader stanno scontando tre tagli di un quarto di punto ciascuno.
“Ieri Powell ha consegnato il messaggio più chiaro dal ‘Giorno della Liberazione’ ed è stato indiscutibilmente da falco”, ha scritto in una nota Francesco Pesole, strategist di Ing Bank. “Powell ha detto di aspettarsi un’inflazione più elevata e un mercato del lavoro più debole a causa dei dazi, ma che la Fed si concentra principalmente sull’aspetto dell’inflazione”.
Della stessa idea è Mark Dowding, direttore degli investimenti di Rbc BlueBay Asset Management, secondo cui “la combinazione di aumento dei prezzi e stallo della crescita probabilmente significherà che la Fed non potrà fare nulla in termini di politica monetaria”. L’esperto ritiene che l’inflazione americana salirà fino al 4% a causa dell’arrivo dei dazi, ricevendo spinta anche dalla debolezza del dollaro USA.
A giudizio di Michael Brown, senior research strategist di Pepperstone, ci potrebbe essere un ulteriore ribasso del prezzo dei Treasury a causa della “mancanza di entusiasmo generale a detenere asset statunitensi in questo momento”. Tuttavia, la domanda di beni rifugio potrebbe indirizzare gli investitori verso i buoni del Tesoro.









