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Titoli di Stato UK: perché i gilt sono attraenti per gli investitori

Gilt UK: ecco perché sono diventati attraenti per gli investitori

Il calo dei prezzi dei gilt britannici può rappresentare una buona opportunità per gli investitori. I titoli di Stato del Regno Unito ora presentano un rendimento interessante, dopo che una serie di rialzi dei tassi da parte della Bank of England ha determinato vendite sul mercato dei titoli in circolazione e quindi un aumento della resa. Per oltre un decennio, infatti, la politica monetaria fortemente espansiva della Banca centrale britannica aveva contribuito a tenere quasi a zero i rendimenti obbligazionari e quindi per gli investitori i gilt non erano attraenti. Oggi, ad esempio, un titolo britannico che scade alla fine di gennaio 2024 offre un rendimento annuo del 2,84%, ancora più basso rispetto al 3,2% di un deposito a tasso fisso a un anno e del 3,47% per lo stesso deposito a due anni.

Tuttavia, vi è un aspetto che rende il bond più interessante, ossia quello fiscale. Il vantaggio fiscale sta nel fatto che l’imposta sul reddito è pagabile sulla cedola ma non sul capital gain derivante dalla differenza tra prezzo di vendita (o di rimborso a scadenza) e prezzo di acquisto. Secondo l’analisi del gestore patrimoniale Brewin Dolphin, il rendimento lordo sarebbe stato del 4,65% per gli obbligazionisti con reddito più elevato e del 5,06% per il risparmiatore ad aliquota aggiuntiva, nel caso in cui l’investitore avesse dovuto pagare l’imposta sia sulla cedola che sull’aumento di capitale.

 

Gilt: attenzione ai titoli indicizzati

Il beneficio fiscale che scaturisce dall’investimento nei gilt britannici si è palesato l’ultima volta oltre 14 anni fa e posizionai titoli a reddito fisso come una buona alternativa alla detenzione di contanti o di impieghi a basso rischio. Secondo Ron Morgan, capo analista di Charles Stanley, i rendimenti dei gilt a due anni possono essere una carta vincente al posto della liquidità, quindi bloccarli ora sarebbe utile dal momento che l’agevolazione fiscale fa la differenza rispetto ad altre forme di investimento.

Il vantaggio però non sussiste per tutte le tipologie di obbligazioni. Ad esempio, vi sono quelle indicizzate all’inflazione la cui quotazione è molto vicina al prezzo di emissione. La ragione è intuitiva: l’aumento dei tassi attuati dalla BoE per effetto del rialzo dei prezzi al consumo è stato in qualche modo incorporato nei rendimenti nominali delle obbligazioni. Di conseguenza queste scontano una cedola alta su cui verrà applicata l’imposizione fiscale e non godono del beneficio della mancata tassazione sul capital gain.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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