Comprendere l’atteggiamento della Fed che si riunisce questa settimana diventa fondamentale per gli investitori, alla luce dei continui cambi di scenario imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti).
Una vera girandola di emozioni e di repentini cambi di scenario. Il 2025 appare destinato a seguire questa tendenza, con le scelte politiche di Donald Trump che inevitabilmente vanno a modificare gli equilibri e le prospettive internazionali e la politica monetaria delle Banche centrali inevitabilmente coinvolta da questi continui cambi di prospettiva. E così, se fino a qualche mese fa la strada dei tagli della BCE sembrava indirizzata verso un atteggiamento sempre più accomodante e fatto di molteplici tagli dei tassi nel corso del 2025 ora, dopo il meeting di marzo e dopo le ultime dichiarazioni di Christine Lagarde, qualcosa sembra cambiato.
I timori inflattivi legati ai dazi e agli investimenti in infrastrutture e difesa di Germania e altri Paesi Ue hanno portato la governatrice della BCE a porre un freno su eventuali tagli futuri. Certo, molto dipenderà anche dallo stato di salute dell’economia dell’Eurozona. La prosecuzione del piano Next Generation EU, unitamente ai corposi investimenti pubblici previsti sul fronte della difesa, dovrebbero in tal senso fornire un assist alla Banca centrale europea, così come la rivalutazione dell’euro contro il dollaro permette di aver meno paura dai rischi inflattivi legati ai prezzi delle materie prime.
Per una BCE che dunque potrebbe interrompere anzitempo il suo percorso accomodante, vi è una Fed che viceversa potrebbe stupire gli investitori con un atteggiamento più permissivo di quanto stimato solo fino a qualche settimana fa. Il rallentamento dell’economia USA ventilato da Donald Trump, il rischio che i dazi possano impattare negativamente tanto sui mercati quanto sui risultati aziendali e un’inflazione che dagli ultimi dati appare sotto controllo, sono tutti elementi che vanno in questa direzione. Una direzione che trova conferma anche nel differente comportamento dei titoli di Stato europei e americani. La riunione della Fed di questa settimana diventa dunque ancor più importante. Nella girandola delle emozioni l’atteggiamento degli investitori sarà estremamente vigile.









