Trimestrali banche Usa: riflettori puntati sull’investment banking

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Wall Street sta per inaugurare ufficialmente la nuova stagione delle trimestrali, con le banche Usa che saranno le prime a scendere in campo questa settimana. Domani JPMorgan Chase, Citigroup, Wells Fargo e Goldman Sachs pubblicheranno i dati del trimestre di settembre, mentre mercoledì 15 ottobre sarà la volta di Bank of America e Morgan Stanley.

L’appuntamento arriva in un contesto delicato, in cui gli Stati Uniti stanno vivendo uno shutdown amministrativo e le tensioni commerciali Usa-Cina rischiano di riprendere dopo la minaccia della scorsa settimana da parte della Casa Bianca di imporre dazi al 100%. Da un mese, inoltre, la Federal Reserve ha ripreso il ciclo dei tagli ai tassi di interesse. In questo articolo:

 

  • Trimestrali banche Usa: ecco cosa guardare
  • E i mutui?

 

Trimestrali banche Usa: ecco cosa guardare

L’impatto dei tassi più bassi sulle banche statunitensi sarà limitato ai pochi giorni di settembre. Pertanto gli investitori probabilmente presteranno grande attenzione soprattutto ad altre voci chiave del business bancario, come per esempio l’investment banking. Gli istituti finanziari americani hanno registrato un crollo delle operazioni di finanza straordinaria come fusioni e offerte pubbliche iniziali, dopo che la Fed ha iniziato ad aumentare i tassi di interesse a marzo 2022. Inoltre, le strette antitrust dell’amministrazione Biden hanno inasprito ulteriormente il clima. Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca è aumentata la fiducia, sebbene nella prima parte del 2025 le preoccupazioni per i dazi commerciali abbiano frenato le operazioni.

Ora, però, i dealmaker sono diventati più ottimisti, contando sul fatto che il governo americano sarà più disposto ad approvare gli accordi per consentire un maggiore consolidamento nei vari settori. Questo inevitabilmente comporterà più introiti per le banche d’affari sotto forma di commissioni. Gli analisti prevedono che i ricavi trimestrali derivanti dall’investment banking per JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley (Wells Fargo è in gran parte una banca commerciale e non di investimento) ammonteranno a 9,1 miliardi di dollari, in crescita del 13% su base annua e del 50% dai minimi del 2023.

Si tratta di una cifra cospicua, benché al di sotto dei 13,4 miliardi di dollari registrati nell’ultimo trimestre del 2021. “Lo scenario favorevole alla crescita e un approccio normativo più leggero stanno rafforzando il sentiment”, ha affermato Jason Goldberg, analista bancario di Barclays. “Anche quello che sta succedendo con l’intelligenza artificiale – che si tratti della necessità di investire o di adattarsi – sta contribuendo”.

Un altro aspetto molto importante su cui concentrarsi è l’attività di trading delle banche. Questa sezione del bilancio ha generato ricavi più elevati, dopo un decennio di rendimenti poco brillanti. Stando alle stime del consensus, i ricavi derivanti dal trading su azioni e reddito fisso supereranno i 31 miliardi di dollari, segnando una crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2024. “L’attività di trading ha resistito meglio di quanto avremmo pensato, con il mercato che si è assestato dopo il “Liberation Day” ha detto Scott Siefers, analista senior di Piper Sandler.

 

E i mutui?

In questa stagione delle trimestrali non si può tralasciare l’attività sui mutui, dal momento che i tassi di interesse negli Stati Uniti sono ancora elevati. Da questo punto di vista gli analisti andranno in cerca di elementi che potrebbero segnalare uno stato di salute fiacco delle famiglie americane. “Il consumatore sarà sicuramente un’area di interesse. Ci sono state molte tendenze contrastanti nei numeri”, ha detto Gerard Cassidy, analista di ricerca bancaria presso Rbc Capital Markets.

Recentemente sono aumentate le preoccupazioni, dopo il crollo del finanziatore di prestiti subprime sulle auto Tricolor e del produttore dei ricambi First Brands. La bancarotta delle due aziende ha fatto sorgere il timore che gli americani a basso reddito siano in difficoltà finanziarie. “Ci sarà un po’ più di controllo o di attenzione sulla qualità del credito, date le recenti notizie giunte da aziende del calibro di Tricolor e First Brands”, ha detto l’analista senior di Baird, David George.

Le banche hanno cercato di rassicurare sulla salute dei mutuatari, ma le previsioni sono per un accantonamento collettivo di circa 8 miliardi di dollari per potenziali perdite su crediti. Si tratta di un livello praticamente stabile rispetto all’anno precedente. “Le banche sono diventate solo un mezzo attraverso il quale gli investitori possono esprimere un’opinione sulla salute macroeconomica o sui tassi di interesse”, ha detto Siefers di Piper Sandler.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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