Unicredit ha disdetto gli accordi con CNP Assurance e Allianz internalizzando il business di bancassurance vita in Italia. Ciò significa che la banca milanese esercita il diritto di acquistare la quota del 51% di CNP Unicredit Vita (CUV) di proprietà di CNP Assurance e la partecipazione del 50% di Unicredit Allianz Vita (UAV) in mano ad Allianz. Alla fine dell’operazione, l’istituto bancario milanese deterrà l’intero capitale di CUV e UAV. Le transazioni dovrebbero essere ultimate nel 2025, dopo il via libera da parte delle autorità di regolamentazione. I due gruppi assicurativi alla fine verranno fusi, ma nel frattempo l’operatività farà riferimento all’attuale assetto sulla base di quanto previsto nei patti parasociali.
Il prezzo di acquisto sarà determinato sulla base di una specifica procedura concordata in sede di patti parasociali stipulati tra Unicredit e i due gruppi assicurativi, in essere rispettivamente dal 2017 e con successive modifiche per quanto riguarda CUV, e dal 1996 con rinnovo nel 2022 relativamente a UAV. Le operazioni saranno finanziate attraverso la liquidità dell’azienda. Come conseguenza dell’operazione, la posizione di capitale di Unicredit risulterà variata. Secondo le stime attuali, l’impatto sul CET1 ratio dovrebbe essere di circa 20 punti base.
Arriva così al termine una partnership di lungo periodo di Unicredit con due importanti compagnie assicurative globali. Secondo quando riferito dalla seconda banca italiana, l’internalizzazione del business permetterà all’istituto di credito di accelerare la crescita in un settore profittevole sul fronte commissionale, di ottenere importanti sinergie e di migliorare i servizi ai clienti. Lo scorso anno UAV e CUV hanno raccolto premi complessivi per circa 7,5 miliardi di euro, con riserve tecniche totali per circa 44,9 miliardi di euro. Le commissioni di distribuzione sono ammontate in Italia a circa 500 milioni di euro e i profitti dalle partecipazioni di Unicredit nelle due società sono risultati di circa 85 milioni di euro. Il ramo danni continuerà a essere gestito attraverso la joint venture con Allianz senza alcun impatto dalla fine della partnership del ramo vita.
Commerzbank nomina nuovo a.d.
Mentre Unicredit internalizza il business assicurativo vita, la partita per l’acquisizione di Commerzbank si scalda ancora di più. La banca tedesca ha comunicato la sostituzione dell’amministratore delegato. Bettina Orlopp prenderà il posto di Manfred Knof per cercare di contrastare l’assalto di Unicredit. Entrata a far parte di Commerzbank circa un decennio fa, Orlopp ha un mandato in scadenza come direttore finanziario che non intende rinnovare. Il suo pensiero è in linea con gli argomenti di chi si oppone all’integrazione delle due banche. La manager 54enne ritiene che i prestiti alle piccole e medie imprese tedesche – che costituiscono la spina dorsale dell’economia tedesca – potrebbero risentirne se Commerzbank finisse in mano italiane. “Il compito è significativo ma affronteremo con successo le sfide che ci attendono”, ha dichiarato ieri.
Nel frattempo i sindacati sono sul piede di guerra. Stefan Wittmann, membro del consiglio di vigilanza di Commerzbank e alto funzionario del sindacato tedesco Verdi, ha affermato che una fusione causerebbe la scomparsa di due terzi di posti di lavoro nella banca tedesca. Nel frattempo il consiglio di amministrazione di Commerzbank ha chiesto al governo tedesco di effettuare una revisione interna in modo da dare alla banca una finestra temporale per fare il punto della situazione.
L’Ue sta con Unicredit
Intanto Unicredit procede spedita. Questa settimana ha rastrellato azioni direttamente sul mercato portando la sua partecipazione dal 9% al 21%. In realtà, si tratta di derivati che verranno convertiti in azioni solo dopo che la Banca centrale europea darà l’autorizzazione a superare il 10% del capitale della banca con sede a Francoforte. Con il via libera della BCE, Unicredit diventerà il primo azionista e potrà prepararsi all’attacco finale per acquisire tutte le quote con un’offerta pubblica di acquisto (solo al raggiungimento del 30% per la legge tedesca).
Se il governo tedesco, i sindacati e l’amministrazione della banca stanno alzando le barricate per impedire l’assalto di Unicredit, l’Ue sta con l’Italia. Il portavoce della Commissione, Veerle Nuyts, ha affermato che le fusioni potrebbero rendere le banche più resilienti agli shock grazie a una maggiore diversificazione degli asset. Tra l’altro “consentirebbero alle banche europee di avere modelli di business più efficienti, di perseguire strategie di crescita e di investire nella digitalizzazione”. Alla fine, “banche globali più grandi e diversificate gioverebbero all’economia dell’Ue”, ha aggiunto.









